Cittadinanzattiva, la radiografia di una scuola insicura

Cittadinanzattiva, il nuovo rapporto conferma la radiografia di una scuola insicura. Interessante la parte propositiva.

Cittadinanzattiva, il nuovo rapporto conferma il profilo insicuro delle scuole

Cittadinanzaattiva, il nuovo rapporto “Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola” (XX°) conferma, purtroppo, il profilo di una scuola insicura. Inquietante lo scenario, se pensiamo che ogni giorno entrano 8 milioni di studenti e circa un milione di personale scolastico.
Quasi chirurgicamente il rapporto analizza molti aspetti critici. Ovviamente si parte dagli edifici. Si legge: “Il 42% delle nostre scuole, ossia 16.794, è stato costruito prima del 1976, per circa un ulteriore quarto non si conosce invece la data di costruzione. Ben oltre la metà delle scuole non è in possesso del certificato di agibilità statica (assente per quasi il 58% degli istituti), né quello di prevenzione incendi (circa il 55%). Oltre il 40% è privo del collaudo statico. Le regioni che presentano una percentuale più alta di scuole che possiedono la certificazione di prevenzione incendi sono la Valle d’Aosta (51,74%), l’Emilia Romagna (49,50%), l’Umbria (47,80%), il Molise (47,05%). Tra le regioni con le percentuali più basse: Lazio (12,21%), Calabria (18,75%), Sardegna (22,81%).

Quanto al documento di valutazione rischi, ne è in possesso il 77% delle scuole: tra le regioni più virtuose le Marche – 90,2% – seguita da Veneto, Umbria, Toscana, Sicilia, Lombardia con percentuali oltre l’80%; l’Abruzzo è la Regione con la percentuale più bassa di edifici in possesso del DVR (33%).
Il Piano di emergenza è stato redatto dal 79% delle scuole: tra le regioni più virtuose sempre al primo posto le Marche (91,08%), seguita da Veneto (88%), Toscana (86%), Umbria (85%), Lombardia (83%), Basilicata (80%). La regione con le percentuali più basse anche per questo adempimento risulta essere l’Abruzzo (34%)”.

L’attenzione è rivolta anche alle classi pollaio

Un’attenzione particolare è rivolta alla presenza delle classi pollaio. Il rapporto concentra la sua attenzione su quelle che superano la soglia dei 27 studenti, previste, però dalla normativa vigente (D.P.R.81/09 art.11 comma 1 e art. 16 comma 2). Si legge: “Dal Dossier di Tuttoscuola risulterebbero 9.974 classi della secondaria di II grado nel 2020-21 con più di 26 studenti, pari all’8% del totale. Sono i Licei Scientifici e non gli Istituti Tecnici ad avere il maggior numero di classi con non meno di 27 studenti. Nei licei scientifici, le classi oltre il limite sono state 3.899, pari al 13%; seguono i Classici (con il 9,4% delle classi in sovrannumero) e gli Istituti Tecnici (7,1%). Al primo anno delle superiori le classi sovraffollate sono il 15% circa del totale mentre nell’ultimo sono state 462 classi (1,9%) con più di 26 studenti. A livello territoriale, il fenomeno interessa soprattutto la Lombardia (2.109 classi in sovrannumero), seguita da Lazio con 1.237, Campania con 1.138, Emilia Romagna con 1.123 e Veneto con 1.073. Tra le Città Metropolitane troviamo Roma con 1961, Napoli 1246, Milano 985, Torino 607, Bari 120; anche in molte province si registrano numeri elevati: Varese con 723 classi, Lecce 257, Prato e Bergamo 535, Reggio Emilia 227, Vicenza e Verona 484, Forlì 273.”

Le dieci proposte del Rapporto

Il rapporto si conclude con alcune proposte rivolte al nuovo Governo che si insedierà dopo il 25 settembre.
Di particolare interesse sono quelle finalizzate a tener fuori i seggi dalle scuole, al miglioramento della qualità dell’aria nelle aule con l’installazione dei sistemi di areazione/ventilazione, all’innovazione degli ambienti di apprendimento, alla diffusione delle mense scolastiche al completamento dell’Anagrafe dell’edilizia. E altro ancora.
Non manca il materiale sul quale riflettere per rendere le scuole maggiormente sicure e accogliente. Il quadro politico che verrà fuori dopo il 25 settembre ne terrà conto?

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