Carimali: «Passioni, consapevolezza e relazioni per la scuola del futuro»

Conoscenza di sé, consapevolezza, passioni e relazioni: per Lorella Carimali, matematica e docente di matematica e fisica, sono queste le parole chiave della scuola del futuro. Una scuola tutta da costruire e costruire al meglio dato che è il luogo dove quasi il 20% della popolazione italiana si trova ogni giorno, a lavorare o a studiare. «Dobbiamo tornare a chiederci cosa sia la scuola. Per me è una comunità che cresce insieme: studenti, insegnanti, genitori, impariamo vicendevolmente gli uni dagli altri. Ancora, è luogo di relazione tra le persone e relazione tra le persone e le discipline, il luogo dove far trovare ai ragazzi loro stessi e il loro posto nel mondo, per renderlo migliore», spiega la docente, 62 anni. «Come mi disse un ragazzo durante la pandemia, dovrebbe essere come un albero: con radici profonde che legano tutti e poi con rami, uno per ogni studente, con una propria direzione».
Proprio la scuola, con le sue potenzialità e criticità, sarà al centro del festival Futuro prossimo. La scuola che vorrei, per il mondo che verrà, il 25 e il 26 maggio a Milano al MEET Digital Culture Center. Per Carimali, candidata al Global Teacher Prize nel 2018 e lei stessa fra i relatori del festival, il mondo dell’istruzione ha enormi potenzialità e responsabilità nella costruzione di una società in salute: «Vedo ragazzi disorientati, ragazzi che hanno ideali ma faticano a seguirli perché si sentono tarpati e spinti alla competizione». Serve cambiare rotta: «Sogno una scuola capace di spingere a scoprire mondi nuovi. In Fisica, ad esempio, non ha senso crescere “ripetitori di leggi” quanto studenti che possano pensare nuovi modelli. I ragazzi devono poter sbagliare: nelle scienze, ma non solo, l’errore è un’opportunità per andare verso qualcosa di infinitamente più grande». E ancora, in un mondo che si nutre sempre più di intelligenza artificiale, aumenta l’importanza di insegnare a formulare le domande corrette per avere risposte affidabili. «Occorrerebbe dare un’impostazione umanistica alle discipline scientifiche e, viceversa, un’impostazione scientifica alle materie umanistiche. Dobbiamo formare ragazzi che hanno sogni e passioni. Le discipline servono per costruire la loro identità e un mondo di pace e tolleranza».
Al Festival Futuro prossimo gli appuntamenti in programma oltre 20 tra conferenze, esperienze immersive, incontri con pedagogisti, ricercatori, giornalisti, intellettuali, scrittori, educatori, protagonisti del mondo aziendale e attività dedicate alle scuole, con workshop per insegnanti e studenti, ma anche exhibit, spettacoli, laboratori e incontri per le famiglie. Tra gli ospiti attesi che rifletteranno sui temi dell’educazione, dell’apprendimento, dell’inclusione, della formazione, della tecnologia e del mondo del lavoro in connessione con la scuola e i giovani, oltre a Lorella Carimali, ci saranno Milena Agus, Simone Arcagni, Gianluca Argentin, Fabio Bocchiola, Federico Bortoletto, Lorella Carimali, Davide Coero Borga, Adrian Fartade, Rachele Furfaro, Gino e Michele, Matteo Lancini, Laurent Ledoux, Marco Malvaldi, Marcello Massimini, Giacomo Mauretto, Claudia Pasquero, Vanessa Roghi, Antonello Taurino e Chiara Valerio.
Gli studenti stessi saranno poi protagonisti attivi delle conferenze: apriranno alcuni panel e offriranno punti di vista e opinioni riguardo temi quali la scuola e la formazione dell’individuo, il rapporto tra la scuola e tecnologia, cosa non dovrebbe mancare per una scuola ideale, se possano dirsi oggi cittadini e cittadine attivi.
Ingresso libero fino a esaurimento posti, con registrazione obbligatoria sul sito del festival: https://futuro-prossimo.it/.

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