Sulla questione palestinese non si può stare a guardare
Come educatori e cittadini consapevoli, abbiamo scelto di redigere, sottoscrivere e diffondere questa lettera aperta sulla questione palestinese per due ragioni fondamentali, che riteniamo non solo eticamente imprescindibili, ma pienamente coerenti con la nostra funzione educativa e civile.
Perché è doveroso far sentire la propria voce di dissenso: il silenzio è complicità
La storia ci insegna che l’indifferenza è la più grande alleata dell’ingiustizia. Troppe volte, di fronte a tragedie umanitarie e violazioni sistematiche dei diritti umani, le società democratiche hanno scelto il silenzio o l’equidistanza, salvo poi, con il senno di poi, ammettere: «Io c’ero, ma non ho fatto niente.» Noi non vogliamo essere tra coloro che hanno taciuto.
Perché prendere posizione è parte integrante del nostro compito educativo
Insegnare non significa solo trasmettere nozioni. Significa formare coscienze critiche, capaci di orientarsi nel mondo e di distinguere tra ciò che è legale e ciò che è giusto, tra potere