La Preside della fiction e la Preside reale


Il caso La Preside: successo mediatico, controversie e la scuola che è, sempre, aver cura dei soggetti in tutti i contesti.

“In quella realtà c’è qualcosa di speciale”
Eugenia Carfora

Prendersi cura e avere fiducia

Le Presidi

La Preside televisiva, Luisa Ranieri, e la vera Preside, Eugenia Carfora, confidano ambedue nell’effetto Pigmalione: secondo il racconto di Publio Ovidio Nasone, che nelle Metamorfosi probabilmente rielaborò in modo del tutto originale una precedente narrazione greca di agalmatofilia, il mitico scultore Pigmalione, innamoratosi di una statua eburnea di straordinaria bellezza da lui scolpita, la vide metamorfosata in creatura viva, chiamata poi Galatea, ad opera della dea Afrodite.

L’effetto Pigmalione, a suo tempo studiato sperimentalmente da Robert Rosenthal e Lenore Jacobson, che hanno pubblicato i risultati delle loro ricerche in Pigmalione in classe, si verifica quando gli educatori, convinti delle potenzialità degli educandi, anche se in partenza non evidenti nemmeno agli educandi stessi, ne ottengono col proprio adoperarsi il massimo sviluppo. Analogamente, le Presidi in discorso non dubitano che le loro aspettative riescano a operare la trasformazione in positivo di ragazzi e ragazze riluttanti in partenza all’impegno scolastico.

Il requisito essenziale, messo in rilievo dalla Preside vera, è “aver cura” di ogni soggetto da educare, inducendolo alla frequenza e generando in lui “fiducia” nelle proprie capacità: si tratta della self-efficacy, l’autoefficacia, teorizzata dallo psicologo Albert Bandura.

La “cura” (Sorge) in Essere e tempo (Sein Und Zeit) di Martin Heidegger è “l’essere dell’Esserci” e l’Esserci è “essere con gli altri”:

“Io non sono io nel senso del me stesso che mi è proprio, ma sono gli altri”

Per il filosofo “prendersi cura” è una modalità di reificazione (l’altro è trattato come cosa), mentre “aver cura” è l’autentica relazionalità (all’altro si riconosce una sua libertà).

“Aver cura” è un modo di realizzarsi dell’amore, cantato da Franco Battiato in una canzone dedicata alla donna amata:

“Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono …
Ti salverò da ogni malinconia
perché sei un essere speciale

ed io avrò cura di te
Io sì, che avrò cura di te”

Sono versi che possono anche significare la realtà profonda del sogno di chi educa nei confronti di ogni soggetto da educare.

Ovviamente la prima condizione per il realizzarsi del sogno è la presenza fisica, seguita da quella psichica correttamente orientata, di ragazzi e ragazze a scuola. Il superamento della provenienza da ambienti culturalmente deprivati potrà avvenire in un ambiente scolastico adatto, nel quale si svolga la convinta opera del personale docente, un suo “aver cura” nel “trascendersi verso l’altro” teorizzato dallo psichiatra Ludwig Binswanger sul piano dell’antropoanalisi esistenziale.

Prima

Le polemiche sulla fiction

La fiction ha dato la stura a una serie di polemiche. Il sindaco di Caivano ha asserito che la realtà del territorio da lui amministrato è ormai ben diversa da quella rappresentata nello sceneggiato televisivo, stereotipo di uno scenario di degrado. Si sono risentiti gli studenti del LiceoNiccolò Braucci”, stufi di una narrazione che descrive pregiudizialmente Caivano come una realtà incivile, priva di ogni aspetto positivo, feudo della criminalità organizzata, facendo torto a quanti si impegnano in favore della legalità, per ottenere miglioramenti nella convivenza comunitaria.

Nel documento del Collettivo Studentesco è riportato un esempio di pregiudizio ai danni di studentesse del Liceo:

“Un’eccellente studentessa del Liceo Braucci ha raccontato episodi di discriminazione subiti durante l’evento Scuola Futura 2024, tenutosi a Cagliari. La ragazza riferisce di essere stata, insieme alle sue compagne di classe, identificata come ‘ragazza di Caivano’ anche da membri dell’organizzazione stessa dell’evento, mentre tutti gli altri studenti venivano indicati con il nome del proprio istituto o liceo. Vivere qui significa battersi ogni giorno contro lo stereotipo che dipinge questo paese come quello della criminalità organizzata”.

Preside con studenti

La fiction viene giudicata del tutto aliena rispetto alla realtà di Caivano:

“Il racconto RAI mostra all’Italia una Caivano che non corrisponde minimamente alla realtà, stereotipizzando numerosi concetti molto complessi e trasformando la nostra comunità in una buffa caricatura. I problemi sono certamente presenti, ma la nostra situazione non è molto diversa da quella di moltissime periferie italiane, anch’esse trattate con estrema superficialità, dimenticando la preponderanza di residenti onesti.”

Gli studenti contestano anche la presentazione della Preside televisiva come un’eroina che combatte e vince da sola, quasi che un cambiamento positivo possa prescindere dal contributo dell’intera comunità:

“Un altro punto critico che va trattato è la centralità della figura della Preside, poiché la fiction ci presenta il ritratto di una ‘super-eroina’ che, da sola, combatte il crimine. Il magistrale lavoro della Dirigente a cui è ispirata la storia – Eugenia Carfora – è ovviamente insindacabile, ma la presentazione di una figura tanto gloriosa inevitabilmente sminuisce l’importanza del lavoro che la società tutta ha finora fatto e che continuerà a fare.”

C’è di più. Il documento si conclude con una presa di posizione politica, concernente il legame tra la fiction e il cosiddetto “Decreto Caivano”, giudicato eccessivamente semplificativo e totalmente fuorviante, frutto di “misure superflue, spinte da logiche politiche populistiche”.

Il cosiddetto “Decreto Caivano”

Il Decreto-legge 123/2023, recante misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile, nonché per la sicurezza dei minori in ambito digitale, convertito con modifiche nella Legge 159/2023, detto con sbrigativa e inopportuna antonomasia “Decreto Caivano”, contiene all’articolo primo “interventi infrastrutturali urgenti in favore del Comune di Caivano”, a partire dalla nomina di un Commissario straordinario “con il compito di predisporre e attuare un piano straordinario di interventi infrastrutturali o di riqualificazione funzionale al territorio del predetto comune, prevedendo, laddove occorra, anche una semplificazione per le procedure di concessione di immobili pubblici per fini sociali, con particolare riferimento al sostegno a enti del Terzo settore operanti in ambito artistico e culturale, sociosanitario, sportivo, di contrasto alla povertà educativa e per l’integrazione.”

Gli articoli successivi contengono “disposizioni per il rafforzamento della capacità amministrativa del comune di Caivano”, “intervento urgente in favore dei giovani di Caivano”, “misure in favore dell’orientamento universitario e del supporto agli studenti del Comune di Caivano”.

Dopo di ciò si passa generalmente a “disposizioni in materia di sicurezza e di prevenzione della criminalità minorile”, “disposizioni in materia di misure di prevenzione a tutela della sicurezza pubblica e della sicurezza delle città”, “osservatorio sulle periferie”, “ulteriori disposizioni in materia di misure a tutela della sicurezza pubblica e della sicurezza delle città”, “disposizioni per il contrasto dei reati in materia di armi od oggetti atti ad offendere, nonché di sostanze stupefacenti”, “disposizioni in materia di prevenzione della violenza giovanile”, “disposizioni in materia di contrasto dei reati commessi dai minori”, “misure anticipate relative a minorenni coinvolti in reati di particolare allarme sociale”, “modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 448, in materia di custodia cautelare e percorso di rieducazione del minore”, “disposizioni in materia di sicurezza degli istituti penali per minorenni”, “disposizioni in materia di offerta educativa”, “interventi a supporto delle istituzioni scolastiche del Mezzogiorno – Agenda Sud”, “abolizione del limite numerico minimo di alunni per classe nelle istituzioni scolastiche del Mezzogiorno – Agenda Sud”, “potenziamento del Piano per asili nido per la fascia di età 0-2 anni”, “disposizioni per il rafforzamento del rispetto dell’obbligo di istruzione”, “disposizioni per la sicurezza dei minori in ambito digitale”, “applicazioni di controllo parentale nei dispositivi di comunicazione elettronica”, “disposizione per la verifica della maggiore età per l’accesso a siti pornografici”, “alfabetizzazione digitale e mediatica a tutela dei minori e campagne informative”, “designazione del coordinatore dei servizi digitali in attuazione del Regolamento (UE) 2022/2065 sui servizi digitali”, “misure per il rafforzamento e l’operatività dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale”, “ulteriori disposizioni urgenti in materia di prerogative dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni”, “semplificazioni in materia di sperimentazione di nuove tecnologie televisive”.

Questo elenco di disposizioni si configura come una “satura lanx”, quel piatto ricolmo e sovrabbondante di primizie destinato dagli antichi romani alle loro divinità. I moderni italiani restano in attesa di gustarle non si sa quando.

Dopo

La figura della Preside reale

Eugenia Carfora, nata nel 1960 a San Felice a Cancello, laureata in Scienze dell’Educazione, vincitrice di concorso a Preside all’età di 47 anni, ha cominciato a operare presso istituti scolastici di Caivano. Aliena dalla riduzione dell’attività dirigenziale a meri adempimenti burocratici, si è tuffata nei rapporti vivi con i ragazzi e le ragazze, il personale docente, le famiglie, inverando un suo stile relazionale. Di sé stessa dice: “Sono abituata a fare la tosta”. È uno stile severo, il suo, se necessario, ma dolce, ogniqualvolta i suoi richiami alla responsabilità vanno incontro a risposte positive. È diventata, senza essersene interessata, un personaggio mitico. Il suo tempo si è dilatato ben oltre l’orario scolastico, dal momento che il suo primo obiettivo è stato quello di operare contro la dispersione scolastica e per raggiungere lo scopo prefisso “è andata a prendere casa per casa ragazzi e ragazze non frequentanti”, secondo il modo di celebrarla della pubblica opinione.

Ciò ha comportato anche problemi di compatibilità di un simile impegno con la propria vita familiare. Perciò si è parlato di un suo impiego eroico del tempo. Di fronte alla criminalità minorile ha adottato un atteggiamento che non si è ridotto alle misure repressive messe in opera dalla legislazione governativa. A questo punto può sorgere spontanea una domanda: fino a che punto le farraginose Indicazioni nazionali del Ministero dell’Istruzione e del Merito sono davvero compatibili con le azioni effettivamente richieste nei contesti scolastici disagiati e non solo in quelli? Fra le elucubrazioni ministeriali e la scuola militante sussiste una frattura. In assenza e in attesa dell’intervento postumo dello Stato è stato come se Eugenia Carfora abbia esercitato una funzione di supplenza, mettendo in atto, come ella stessa specifica, “immaginazione, fantasia, determinazione”.

In un messaggio a studentesse e studenti la Preside ha anche inserito un ringraziamento al Ministero competente per esserle venuto incontro:

“Care studentesse, cari studenti, care famiglie tutte: dal 5 marzo non ho mai smesso di aspettarvi, ho impiegato ogni minuto per curare ogni angolo della scuola, non ho mai smesso di sognare il vostro ritorno. La scuola riparte: sarò io stessa a riaprire i cancelli dell’istituto, riavviando insieme il nostro percorso. Diciamo al mondo che il vaccino si trova nella conoscenza, nelle regole e nella responsabilità delle nostre azioni. Abbiamo lavorato per farci trovare pronti – prosegue – Tutto questo è stato possibile anche grazie alla sensibilità delle istituzioni competenti, in particolare il Ministero dell’Istruzione, che hanno ben capito che aprire più avanti sarebbe stato un ulteriore danno irreparabile per gli studenti e le famiglie.”

Una didascalia da You Tube

“La preside dell’Istituto Morano di Caivano, in provincia di Napoli, ci racconta come dedicandosi con passione, tenacia ed energia agli studenti della sua scuola, ha trasformato un luogo disordinato, sporco, ai limiti dell’abitabilità, in uno spazio accogliente, con laboratori funzionanti e frequentati, un orto-giardino e una palestra degna di questo nome. Per la ‘preside coraggio’ nessuno studente è perduto.

In una zona ad altissima dispersione scolastica Eugenia Carfora è riuscita con il suo esempio e la sua testarda determinazione a riportare l’interesse, l’impegno per lo studio, lì dove regnava assenteismo e abbandono. […] Lei stessa ha dichiarato che il suo istituto non è un modello, ma un messaggio: a nessuno deve essere negato il sogno di cambiare, sottolineando l’importanza della cultura e dell’istruzione per il riscatto delle periferie.”

Testimonianza di uno studente sul metodo di Eugenia Carfora

Dal sito www.orizzonteinsegnanti.it:

“Un esempio significativo di questo metodo è quello raccontato da un ex alunno, Giuseppe Ponticelli, che ricorda come la Preside Carfora fosse stata il suo salvavita: ‘Mi ha salvato, venne a prendermi ogni giorno per portarmi a scuola, mi ha insegnato la vita’. Questo gesto dimostra come il suo impegno vada oltre le aule, influenzando positivamente le vite dei giovani e contribuendo alla crescita di un quartiere più solidale e speranzoso. La sua dedizione si riflette nella comunità stessa, facendo emergere il valore della scuola come strumento di speranza e trasformazione sociale.

Giuseppe ricorda che il primo contatto con Eugenia Carfora avvenne quando aveva undici anni, in una situazione di isolamento e disagio, con problemi di bullismo che compromettevano la sua regolare frequentazione scolastica. La Preside, notando la sua condizione, si prese cura di lui portandolo a scuola ogni mattina e, quando scappava dall’aula, lo attendeva pazientemente fuori, accompagnandolo anche in presidenza.

Giuseppe ricorda che le parole della Preside e il suo esempio hanno lasciato un segno indelebile nella sua vita, evidenziando come insegnanti come Eugenia Carfora siano figure fondamentali non solo per gli studenti, ma anche per l’intera comunità.”

La figura della Preside fittizia

Ovviamente nello sceneggiato televisivo la figura della Preside reale viene spettacolarizzata, così come viene spettacolarizzato l’ambiente. Non sappiamo se nella realtà Eugenia Carfora sia stata definita “la pazza” per il suo modo di concepire i rapporti interpersonali, relazionandosi con una serietà rara in quel territorio presentato nella fiction come emblematico, quasi che fosse l’unico esempio di disagio sul territorio nazionale e per giunta non registrasse la presenza di forze positive.

Comunque, viene definita “la pazza” la Preside fittizia. Il suo adoperarsi viene recepito come anormale in certi strati popolari di quell’ambiente, rappresentati iconicamente dal personaggio della “Vesuviana”, donna di basso ceto che assurge a simbolo di una sprezzante illegalità. Il territorio è rappresentato in una situazione di degrado per la presenza della criminalità organizzata. Alla legalità si contrappone un codice alternativo che si manifesta in forme refrattarie al vivere civile. In particolare, risaltano forme di devianza adolescenziale, sfocianti in idiosincrasia verso la scuola.

Di fronte a ciò il telespettatore avveduto può chiedersi dove sia lo Stato. In questa realtà la Preside inizia una vera e propria tenzone contro gli ostacoli che tengono i giovani lontani da un proposito di riscatto sociale. Deve cominciare ad assicurare innanzitutto la frequenza scolastica. In tal modo assurge a figura intemerata, carismatica, eroica. Quel territorio finisce col diventare un palcoscenico per l’attrice. E vengono in mente anche le funzioni della Morfologia della fiaba di Vladimir Propp, fra le quali spicca la funzione del protagonista che riporta vittoria sull’antagonista.

L’audience

Secondo quanto registrato da Adnkronos, il solo titolo della fiction ha dato il via fin dalla prima puntata a un grande successo:

“È Rai1 con ‘La Preside’ Luisa Ranieri a vincere la sfida della prima serata televisiva di ieri, lunedì 12 gennaio 2026. La prima puntata della fiction ispirata alla preside di Caivano Eugenia Carfora ha incollato davanti allo schermo 4.814.000 spettatori, totalizzando il 27% di share. Secondo posto sul podio per Canale5 …”

Quale il motivo di così estesa partecipazione? Nonostante tutto, la scuola è un luogo dell’anima. La propria esperienza scolastica la si ricorda nel bene e nel male per tutta la vita. Perciò è bastato venire a sapere che era in programma un nuovo sceneggiato dal titolo La Preside per decidere i telespettatori a sintonizzarsi su Rai1.

Immaginiamo quindi dirigenti scolastici, docenti, personale non docente, genitori, studenti, ex studenti immersi nella fruizione della fiction.

La speranza è che questa visione di rinascita della scuola non svanisca una volta spento l’apparecchio televisivo, susciti negli educatori un senso di orgoglio per essere stati chiamati all’alta missione educativa, faccia esigere dall’intera popolazione che le sfere ministeriali vengano incontro alle esigenze della scuola militante non calando provvedimenti dall’alto, ma rispettandone e supportandone l’azione quotidiana, a partire dalla valorizzazione del personale docente, risorsa preziosa e insostituibile per il futuro del Paese.

Una curiosità

Per concludere, nella sua rubrica Lessico e nuvole in Il venerdì 30 gennaio 2026 del quotidiano la Repubblica l’esperto di enigmistica Stefano Bartezzaghi ha riportato alcuni sorprendenti anagrammi, come “Vladimir Putin = Trump l’invidia”, “Groenlandia = L’Iran ne goda” e con curiosa pertinenza al nostro discorso “Giuseppe Valditara = tu pagavi la Preside”. La Preside avrebbe certamente rifiutato quanto ipotizzato nella divertente fantasia anagrammatica, perché un operato così nobile non può svolgersi se non disinteressatamente, eccezion fatta per l’interesse esclusivo al bene dei ragazzi e delle ragazze.

  1. Intervista di Mara Venier a Luisa Ranieri: youtube.com
  2. Eugenia Carfora racconta sé stessa: youtube.com/
  3. Luisa Ranieri ed Eugenia Carfora a confronto (e c’è anche il Commissario Montalbano): youtube.com/watch

L’articolo La Preside della fiction e la Preside reale proviene da MATMEDIA.IT.

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