Alto tasso di abbandono scolastico in Italia: così le PMI non trovano tecnici da assumere

In Italia le PMI non trovano tecnici da assumere e tra le cause più influenti c’è l’abbandono scolastico.

E’ l’evidenza portata alla luce dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre che, sulla base dei dati Istat, ha condotto uno studio dedicato al tema.

In Italia nel 2020 sono stati 543mila i giovani che hanno abbandonato la scuola dopo aver conseguito solo la licenza media.

Una piaga sociale che non può essere associata al Covid: da molti decenni, infatti, siamo tra i Paesi europei con il più alto tasso di abbandono“, commenta l’Ufficio studi della Cgia in un Comunicato, evidenziando come “questo problema, assieme alla denatalità, sta contribuendo a mettere in difficoltà tantissime aziende“.

I dati dimostrano che solo Malta (16,7%) e Spagna (16%) hanno fatto peggio, mentre la media dell’area euro si è attestata al 10,2 per cento.

La situazione è più grave nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia l’abbandono è del 19,4%, in Campania si parla del 17,3%, in Calabria del 16,6% ed in Puglia del 15,6%.

A dare prova di come questa situazione ricada inevitabilmente sul mondo del lavoro, sono i dati presentati da Unioncamere dai quali emerge che, del milione e 280mila nuove assunzioni previste dalle imprese italiane tra luglio e settembre di quest’anno, quasi il 31% sarà difficilmente reperibile.

Si tratta di circa 400mila posizioni lavorative che resteranno scoperte.

E’ necessario dunque intervenire al più presto alla base del problema per arginarlo il più possibile.

Ma cosa spinge all’abbandono scolastico?

Le cause che determinano la “fuga” dai banchi di scuola – spiega la Cgia Mestre – sono principalmente culturali, sociali ed economiche: i ragazzi che provengono da ambienti socialmente svantaggiati e da famiglie con un basso livello di istruzione hanno maggiori probabilità di abbandonare la scuola prima di aver completato il percorso di studi che li porta a conseguire almeno il diploma di maturità.

Alcune volte l’abbandono scolastico può essere causato da una insoddisfazione per l’offerta formativa disponibile.

A tal proposito non si può trascurare lo straordinario lavoro svolto dagli istituti di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP): queste scuole hanno lavorato moltissimo sull’inclusività, diventando un punto di riferimento per gli allievi di nazionalità straniera, per quelli con disabilità e per gli studenti reduci da insuccessi scolastici precedenti.

Naturalmente, non ci si può fermare a tanto. C’è bisogno di maggiori interventi ed investimenti per dare nuova vita al sistema di collocamento pubblico ma più in generale per facilitare il ponte tra scuola o università e mondo del lavoro.

Non resta che sperare che con la riforma degli ammortizzatori sociali e il Pnrr il Ministro del Lavoro ed il Governo tutto riescano ad intervenire in maniera mirata sulla problematica dell’abbandono scolastico e quindi sulla mancanza di tecnici specializzati da inserire nel mondo del lavoro.

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