Nuovo Ministro dell’Istruzione sia paladino dell’illuminismo

La scuola rifiuta la cultura illuminista, che consiste nel superamento del principio d’autorità, dell’ipse dixit e nell’adozione del metodo scientifico, caratterizzato dalla rigorosità dell’osservare. Può essere utile ricordare che le fasi del metodo, già anticipate da Galileo, sono: la definizione del problema in termini di risultati attesi, seguita dall’osservazione, dalla raccolta dei dati, dalla formulazione d’ipotesi, dalla verifica sperimentale e dal controllo (feed-back, gestione dell’errore). La soluzione è validata se lo scostamento attese-esiti è trascurabile; in caso contrario tutte le fasi del processo sono da rivisitare.

Nel 1974, definendo l’attuale struttura decisionale della scuola, il legislatore, ha posto il metodo scientifico a fondamento della vita scolastica, dando mandato ai Collegi dei docenti di “valutare periodicamente l’andamento complessivo dell’azione didattica per verificarne l’efficacia in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati, proponendo, ove necessario, opportune misure per il miglioramento dell’attività scolastica”. Purtroppo, la norma non ha avuto seguito.

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