Con Temperino il bagnino sull’Isola delle tabelline, classe 4a

Continua la nostra accoglienza matematica con il libro ” I problemi di Temperino il bagnino”, uno dei libretti che seguono “L’Isola delle Tabelline”

Dopo una prima introduzione soprattutto per capire il tema dell’accoglienza e fare un ripasso dei multipli, prima di approdare sull’Isola, che trovate QUI,  abbiamo letto alcune pagine e scoperto che Temperino il bagnino non è proprio così ferrato con i conti e soprattutto con le tabelline! Si fa aiutare da 25 e 49…

Hanno aperto insieme una bancarella di souvenir e uno stabilimento balneare e fanno affari d’oro…ma alle volte anche loro si incartano…sui calcoli!

Possiamo aiutarli? Che trucchetti potremmo suggerir loro per velocizzare i conti? 
Altrimenti i clienti perderanno la pazienza.

Per lavorarci un po’ durante questa settimana ho preparato alcune schede, ispirate o tratte dal libro e anche modificando alcuni disegni.

Come prima proposta ho consegnato ai bambini una scheda con un’immagine tratta dal libro a cui ho aggiunto un listino prezzi e alcune immagini di abitanti dell’isola delle tabelline che chiedono a 25 di fornire attrezzature e di calcolarne la spesa….rapidamente!
Li abbiamo chiamati i calcoli a fumetti
I bambini hanno lavorato a coppie trovando strategie per arrivare ai totali in modo rapido, poi abbiamo condiviso le esperienze e le “furbate” che hanno usato.

   

Siamo poi passati a guardare l’immagine della bancarella (da me modificata aggiungendo girandole al banco di vendita) e con i bambini abbiamo piegato girandole e fatto passo passo osservazioni su forme, poligoni, simmetrie, rotazioni, frazioni e rapporti…e ci siamo anche divertiti a dare nomi simpatici a ciò che man mano appariva con le pieghe…armadio e cassetti, casetta, bocca…

E’ stato un ottimo sistema per ripassare le nozioni che già dalla prima pian piano con gli origami passano e formalizzarle realizzando un tutorial della girandola sul quaderno.

       

Abbiamo poi parlato dei rifornimenti della bancarella, di cosa significhi fare ordini, di vendite, guadagni e ricavi, anche grazie ad alcuni bimbi che hanno esperienze di negozio gestito dai genitori.
“Bisogna fare gli ordini della merce e a volte non puoi ordinarne pochi perchè ce ne sono molti in un pacco” 
Anche i nostri amici hanno fatto ordini per rifornire di oggetti che man mano venivano venduti ma…quanti ne hanno acquistati durante la stagione estiva?
Ogni oggetto era orinato in casse che ne contenevano un numero diverso e abbiamo cercato di capire come fare per trovarli…per optare poi per l’uso della moltiplicazione a gelosia (o araba), scoperta lo scorso anno e molto gettonata e apprezzata dai bambini.

Quindi al lavoro e..anche alcuni esercizi in più alla Lavagna che motivano sempre!

Ecco i file che ho usato:

Buon lavoro e…alla prossima puntata delle avventure sull’Isola delle Tabelline!

Continua la lettura su: https://www.maestramarta.it/con-temperino-il-bagnino-sullisola-delle-tabelline-classe-4a/ Autore del post: Maestra Marta Fonte: https://www.maestramarta.it/

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Quando non c’erano le calamite da frigo: i souvenir di Canova

Pare che Antonio Canova (1757-1822) fosse una vera celebrità internazionale, un artista talmente famoso che, nel primo Ottocento, il suo atelier era una meta turistica tra le più gettonate di Roma, specialmente per i viaggiatori del Grand Tour.
Angelica Kauffmann, Ritratto di Antonio Canova, 1815
Tanti sono i pittori che hanno rappresentato quello studio, pieno di bozzetti. In questo acquerello, realizzato alla fine del Settecento, si possono osservare appesi al soffitto i cosiddetti telai metrati, strumenti usati per prendere le coordinate spaziali dei punti del bozzetto in gesso e riportarli sul blocco di marmo, una procedura che ho raccontato in questo articolo. Questa operazione era condotta in genere dagli aiutanti dello scultore.
Francesco Chiarottini (1748-1796), Lo studio di Canova
Alla stessa epoca appartiene questo ritratto di Canova nel suo studio, accanto alla statua dell’Amorino realizzata nel 1793 per John David La Touche di Marlay. Le altre opere rappresentano alcune importanti commissioni avute fino a quel momento.
Domenico Conti, Ritratto di Antonio Canova nel suo studio, 1793
Di poco precedente è un dipinto in cui lo scultore mostra un modello di Amore e Psiche a Henry Tresham, un pittore inglese che faceva l’intermediario tra gli artisti di Roma e i collezionisti d’oltremanica.
Hamilton Hugh Douglas, Antonio Canova nel suo studio con Henry Tresham e un modello della scultura di Amore e Psiche, 1788-1791
Nei decenni successivi lo studio è stato riproposto anche da autori che non hanno conosciuto Canova, perché nati dopo la morte dello scultore. Ma evidentemente quell’artista era talmente leggendario che, nonostante il Neoclassicismo fosse tramontato da un pezzo, rimaneva il simbolo universale della vera arte.
Qui è raffigurato mentre lavora al bozzetto di Paolina Borghese come Venere Vincitrice (1804-1808). La donna, sorella di Napoleone Bonaparte e moglie del principe romano Camillo Borghese, si sta rivestendo con l’aiuto di un’ancella, dopo aver posato sdraiata su un’agrippina.
Lorenzo Valles (1831-1910), Paolina Borghese nello studio di Canova
In questo dipinto del 1880 lo scultore è ritratto invece mentre osserva a distanza la versione in argilla di un gruppo scultoreo (un particolare del Monumento funebre a Maria Cristina d’Austria). Nella stanza anche una modella (che nella realtà Canova non usava) e un committente inglese (il duca di Bedford) seduto in attesa. Tutto intorno altri bozzetti in gesso e in terracotta di opere esistenti.
Pompeo Calvi, Interno del laboratorio di Canova a Roma, 1880
Ma dov’era questo celebre studio? In effetti ce ne sono stati tre. Quando Canova arriva a Roma nel 1779 ottiene uno spazio dentro l’Ambasciata della Serenissima a Palazzo Venezia, assieme a una pensione per sostenersi nell’Urbe. In quello studio iniziano a transitare molto presto committenti italiani e stranieri.
Ma nel 1783, con l’arrivo di un nuovo ambasciatore, l’artista sceglie di spostarsi in via delle Colonnette, vicino Piazza del Popolo, in un grande studio ricoperto esternamente dai frammenti classici della sua collezione. Il piano terra ero la spazio pubblico mentre il piano superiore era quello privato in cui lo scultore teneva la sua collezione di dipinti e la biblioteca. Questo studio, definito da Stendhal “luogo unico sulla terra” è quello più celebre.
Roberto Roberti (1786-1837), Lo studio di Canova in Roma
Ma a Roma ce n’è anche un altro, noto oggi come Atelier Canova Tadolini, che lo scultore lasciò nel 1818 al suo allievo più fidato, Adamo Tadolini, perché riproducesse le copie delle sue sculture. Oggi quello studio, che ha ospitato quattro generazioni di artisti, è un ristorante molto particolare, in cui si mangia tra statue in gesso e bassorilievi.

Attorno al successo di Canova, intanto, era nato un fiorente mercato di veri e propri ‘souvenir‘ costituiti dalle miniature delle sue opere e destinato a tutti i viaggiatori del Grand Tour che volevano portare con sé il ricordo del maestro (non potendosi permettere le sue costose sculture). Un po’ come il merchandising che si trova oggi all’interno dei musei, ma senz’altro più raffinato…
Questi oggetti non erano creazioni di Canova o della sua bottega ma di tanti artisti locali che grazie a queste riproduzioni davano lustro allo scultore e al contempo ci guadagnavano anche loro. Tra questi prodotti c’era il cofanetto a forma di libro di Francesco Carnesecchi (1796-1872) del 1822-1844 con le riproduzioni in gesso delle sculture di Canova da un lato e di Bertel Thorvaldsen (un importante artista neoclassico danese che visse in Italia per oltre quarant’anni) dall’altro. Ecco il lato con le opere di Canova e il relativo elenco.

Lo stesso manufatto, con una selezione di opere differente, era proposta anche da Pietro Paoletti (1801-1847). Questi piccoli bassorilievi erano prodotti in serie partendo da uno stampo in negativo inciso a mano dall’artista su pietra.

Giovanni Liberotti aveva creato addirittura un sistema di bacheche impilabili per potersi portare a casa tutte le bellezze del Grand Tour, dalle statue dei Musei Vaticani a quelle di Napoli, oltre alle immancabili opere di Canova. In alternativa si poteva optare per il volumetto da libreria.
 
Molto apprezzate erano anche le miniature dei leoni che Canova scolpì per la base del monumento funerario a Clemente XIII in San Pietro. Queste sono in marmo giallo antico e risalgono alla fine del XVIII secolo.

Le statue invece venivano riprodotte in scala in bronzo o alabastro, come questi esempi ottocenteschi.

Più particolari erano i ciondoli ottenuti incidendo il calcedonio con i profili creati da Canova, come questo esemplare intagliato da Luigi Pichler (1773-1854) nel 1815.

Benedetto Pistrucci (1783-1855), incisore di gemme e medaglista, proponeva invece delle placchette di ardesia con le miniature modellate in cera gialla. In alcune creava addirittura delle originali composizioni, come quella in cui Napoleone come Marte pacificatore di Canova è in piedi su una biga per il suo trionfo.

Questi ‘capricci’ canoviani erano spesso realizzati attraverso stampe. Quelle di Michele Fanoli (1807-1876) degli anni ’40 dell’Ottocento rappresentano grandi spazi in cui le statue sono ambientate come in un museo immaginario.

Più tradizionali sono le incisioni di Raffaello Morghen del 1787 e 1790 che riproducono Teseo e il Minotauro e la tomba di Clemente XIII. Queste stampe contribuirono enormemente alla diffusione dell’opera di Canova quando l’artista era in vita e alla creazione della sua fama.

I viaggiatori del Grand Tour, insomma, avevano a disposizione una grande varietà di souvenir canoviani da portare a casa: medaglie in gesso, ciondoli in pietra, modellini in marmo, statuine in bronzo e stampe di ogni genere.
Tutto questo ci fa capire qualcosa in più del sistema dell’arte del passato, un meccanismo che non è poi molto diverso da quello attuale e che ci ricorda che l’arte non è mai disgiunta dagli aspetti economici e commerciali. Anzi, nasce quasi sempre laddove c’è ricchezza (e vivacità culturale).

Multipli e divisori: Schede Didattiche Semplificate

Nell’ambito dell’educazione matematica alla scuola primaria, è essenziale fornire agli studenti strumenti didattici efficaci per comprendere concetti fondamentali come i multipli e i divisori.
I multipli sono numeri ottenuti moltiplicando un numero dato per altri numeri interi, mentre i divisori sono numeri che possono dividere uniformemente un altro numero senza lasciare resto. Per aiutare gli insegnanti e gli studenti a comprendere e applicare questi concetti in modo chiaro e coinvolgente, sono state create schede didattiche semplificate specificamente progettate per l’insegnamento dei multipli e dei divisori nella scuola primaria.
In questo articolo, esploreremo dettagliatamente i concetti di multipli e divisori, e come le schede didattiche possono essere utilizzate come risorsa preziosa nell’ambito dell’istruzione matematica primaria.
A fine articolo potrete scaricare gratuitamente in formato PDF “Multipli e divisori: Schede Didattiche Semplificate, Matematica per la Scuola Primaria“.
Indice

Multipli e Divisori: Definizione e Significato
I multipli sono numeri che possono essere ottenuti moltiplicando un numero dato per altri numeri interi. Ad esempio, i primi multipli di 3 sono 3, 6, 9, 12, ecc. I divisori, d’altra parte, sono numeri che possono dividere uniformemente un altro numero senza lasciare resto. Ad esempio, i divisori di 12 sono 1, 2, 3, 4, 6 e 12. Comprendere questi concetti è essenziale per sviluppare solide competenze matematiche.
Schede Didattiche per l’Insegnamento dei Multipli e dei Divisori
Le schede didattiche semplificate sono uno strumento prezioso per gli insegnanti che desiderano insegnare i concetti di multipli e divisori in modo chiaro e coinvolgente. Queste schede dovrebbero includere esempi pratici e intuitivi che consentano agli studenti di visualizzare e comprendere il concetto. Attraverso esercizi pratici, attività di risoluzione dei problemi e giochi interattivi, gli studenti possono applicare i concetti di multipli e divisori in diversi contesti, facilitando l’apprendimento e la memorizzazione.
Utilizzo delle Schede Didattiche in Classe
Le schede didattiche possono essere integrate in varie attività di insegnamento in classe. Gli insegnanti possono utilizzarle durante le lezioni frontali per introdurre o rivedere i concetti di multipli e divisori. Inoltre, le schede didattiche possono essere assegnate come compiti per la casa o per l’autovalutazione degli studenti, consentendo loro di praticare e consolidare la propria comprensione dei concetti.
Esempi di Schede Didattiche sui Multipli e Divisori

Scheda didattica sull’identificazione dei multipli di un numero.
Attività pratica per determinare i divisori di un numero.
Esercizi di risoluzione dei problemi che coinvolgono l’applicazione dei concetti di multipli e divisori.
Giochi interattivi per consolidare la comprensione dei concetti.

Conclusioni e Suggerimenti Aggiuntivi
In conclusione, le schede didattiche semplificate rappresentano uno strumento efficace per insegnare i concetti di multipli e divisori nella scuola primaria. Gli insegnanti possono personalizzare le schede didattiche in base alle esigenze specifiche dei loro studenti e integrarle in una varietà di attività di apprendimento. Per massimizzare l’efficacia delle schede didattiche, è importante incoraggiare la pratica regolare, fornire feedback agli studenti e creare un ambiente di apprendimento stimolante e inclusivo. Al di là delle schede didattiche, è consigliabile anche incoraggiare gli studenti a spiegare il loro ragionamento quando risolvono problemi legati ai multipli e ai divisori, e a lavorare in gruppo per confrontare le loro strategie di risoluzione.

Potete scaricare e stampare gratuitamente in formato PDF “Multipli e divisori: Schede Didattiche Semplificate, Matematica per la Scuola Primaria“, basta cliccare sul pulsante ‘Download‘:

Domande Frequenti su ‘Multipli e divisori’: Matematica per la Scuola Primaria

Qual è la relazione tra multipli e divisori?
I multipli di un numero sono tutti i numeri che possono essere ottenuti moltiplicando quel numero per un altro numero intero. I divisori, invece, sono tutti i numeri che possono essere divisi uniformemente per quel numero. Quindi, un numero è un multiplo di un altro se il secondo numero è un suo divisore.

Quali sono i multipli e i divisori comuni di due numeri?
I multipli comuni di due numeri sono i multipli che entrambi i numeri hanno in comune. Allo stesso modo, i divisori comuni di due numeri sono i divisori che entrambi i numeri hanno in comune. Ad esempio, i multipli comuni di 4 e 6 sono 12, 24, 36, ecc., mentre i divisori comuni sono 1, 2 e 3.

Come posso determinare i multipli e i divisori di un numero?
Per determinare i multipli di un numero, basta moltiplicare quel numero per 1, 2, 3, 4, ecc. Per determinare i divisori di un numero, si può dividere quel numero per tutti i numeri interi fino alla sua metà, e verificare se la divisione è esatta.

Qual è l’importanza di comprendere i concetti di multipli e divisori nella scuola primaria?
Comprendere i concetti di multipli e divisori è fondamentale poiché sono alla base di molti altri concetti matematici. Questi concetti aiutano gli studenti a comprendere la struttura dei numeri e a sviluppare abilità di problem solving.

Quali sono alcuni esempi pratici di situazioni che coinvolgono multipli e divisori?
Alcuni esempi pratici potrebbero includere la determinazione dei multipli e dei divisori di numeri specifici, la risoluzione di problemi di matematica che richiedono l’identificazione di multipli comuni o divisori comuni, e l’applicazione di concetti di multipli e divisori in situazioni di vita quotidiana.

Come posso insegnare i concetti di multipli e divisori in modo efficace agli studenti della scuola primaria?
È utile utilizzare approcci didattici pratici e interattivi, come l’uso di materiali manipolativi e giochi, per rendere l’apprendimento dei concetti di multipli e divisori più coinvolgente. Inoltre, è importante fornire agli studenti molte opportunità di pratica e applicazione dei concetti appresi.

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