Pensione anticipata: cosa succede se il nuovo Governo cambia i requisiti?

A breve l’Esecutivo di Mario Draghi lascerà il posto ad un nuovo Governo, ma che cosa succederà se questo dovesse decidere di cambiare i requisiti per accedere alla pensione anticipata? Chi potrà ancora lasciare il mondo del lavoro in anticipo rispetto alla soglia di vecchiaia?

Pensione anticipata: cosa succederà con il nuovo Governo

Dopo le elezioni dello scorso 25 settembre stanno avendo luogo le consultazioni per la formazione del nuovo Governo. Ma quali saranno le conseguenze per la Riforma delle pensioni prevista per il prossimo anno? In generale, possiamo dire che la priorità del nuovo Esecutivo resterà comunque quella di evitare il ritorno alla Legge Fornero. Ciò che, però, non è ancora certo è che rimangano gli stessi requisiti attualmente in vigore per accedere alle varie misure per la pensione anticipata. Tuttavia, è altamente probabile che alcune delle soluzioni ad oggi esistenti, come ad esempio l’Ape sociale e Opzione donna, possano essere riconfermate anche per il 2023.

E se cambiano i requisiti?

Ad ogni modo, a prescindere da ciò che stabilirà il nuovo Governo, non bisogna dimenticare che esiste la cosiddetta cristallizzazione del diritto alla pensione. Ciò significa, quindi, che chi avrà maturato entro la fine di quest’anno i requisiti necessari per usufruire, per esempio, di Quota 102 potrà goderne anche in futuro. Lo stesso discorso vale anche per chi avrà raggiunto i requisiti per la pensione anticipata ordinaria entro il 31 dicembre 2022. Per quanto riguarda, invece, Quota 100 è ancora possibile uscire dal lavoro con questa misura purché siano stati raggiunti i 38 anni di contributi e i 62 anni di età entro e non oltre il 31 dicembre 2021.

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