UE, PoliMI e IA: primo concorso in Italia per didattica ed intelligenza artificiale

L’innovazione in seno alla didattica sta assumendo dimensioni importanti a seguito dei numerosi tools e sistemi virtuali promossi da atenei ed imprese attraverso delle startups dedicate; complessa l’applicazione in realtà poco innovative, destrutturate sotto il profilo tecnologico, poco aperte ad una didattica immersiva e non schematico-computazionale ed ancora legato ai concetti, obsoleti per talune discipline, di gessetto, lavagna, dizionario e libro di testo. Il cervello degli studenti (e dei docenti), a livello di meccanica del pensiero, può essere utilizzato come modello per una didattica immersiva: tendiamo a ricordare e ad interessarci, sottolineano gli sviluppatori dell’Intelligenza Artificiale per la scuola, ad elementi presentati in forma più attraente, dove la sedimentazione della memoria breve e di lungo periodo permette le complesse operazioni di apprendimento obiettivo dei programmi scolastici. I fini del PoliMi e dell’UE sarebbero quello di proporre un sistema di startups all’interno delle scuole così da favorire una didattica basata su IA in

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