Studente liceo escluso dalla gita scolastica nel 2011, “ha compromesso la mia salute psicofisica” e chiede risarcimento di 375mila euro
Di redazione
Uno studente liceale ha fatto ricorso per risarcimento danni contro il Ministero dell’Istruzione perché nel 2011 gli è stato impedito, a suo modo di dire in modo immotivato, di partecipare alla gita scolastica. Il ricorso ha scopo risarcitorio, perché il divieto avrebbe compromesso, così sostiene, la sua salute psicofisica, chiedendo un risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale di 375mila euro.
Il ricorso si basa su unico motivo, che il consiglio di classe e il dirigente scolastico del liceo frequentato avrebbero adottato provvedimenti amministrativi illegittimi. La difesa da parte delle amministrazioni si basa sul fatto che lo studente non vanterebbe un diritto soggettivo di partecipare alla gita scolastica, e che l’esclusione dalla gita scolastica era stata formalizzata con atto motivato del liceo emanante.
In realtà, allo stato attuale dei procedimenti messi in essere