Riforma pensioni, le tre ipotesi possibili: cosa potrebbe accadere nel 2024?

Dopo l’incontro con le parti sociali avvenuto pochi giorni fa, il Governo sembrerebbe essersi rimesso al lavoro per definire meglio la prossima riforma delle pensioni: quali sono le ipotesi possibili per il prossimo anno? Vediamo cosa potrebbe accadere nel 2024 a seconda delle risorse finanziare disponibili.

L’ultimo incontro Governo-sindacati

Lo scorso 30 maggio il Governo ha convocato a Palazzo Chigi un nuovo incontro con i sindacati al fine di riprendere il confronto sulla riforma delle pensioni. In questa occasione il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato che il prossimo tavolo sul tema pensionistico, che si terrà molto probabilmente già nel corso di giugno, verterà proprio sulle uscite anticipate, ribadendo così l’impegno dell’Esecutivo nel voler superare la Legge Fornero. A fare la differenza, però, saranno le risorse economiche disponibili. In questo senso sarà fondamentale il lavoro svolto dall’Osservatorio sulla spesa previdenziale.

Riforma pensioni 2024: tre ipotesi possibili a seconda dei fondi a disposizione

Qualora il Governo dovesse decidere di mettere a disposizione dagli 8 ai 10 miliardi di euro per le pensioni potrebbe essere attuata la tanto attesa riforma strutturale del sistema pensionistico per arrivare già nel 2024 ad un parziale superamento della Legge Fornero. In questo caso, potrebbero essere confermate Quota 41 senza limiti anagrafici, il ripristino dei vecchi requisiti di Opzione donna e la proroga di un altro anno dell’Ape sociale. Parallelamente, si potrebbero anche innalzare alla soglia dei 1000 euro le pensioni minime.

Con 4-8 miliardi di risorse si potrebbe, invece, puntare ad una riforma caratterizzata da interventi mirati. Questa seconda ipotesi potrebbe condurre alla sola Quota 41 per tutti, senza la revisione di Opzione donna e con al massimo la proroga dell’Ape sociale. Il terzo ed ultimo caso è quello in cui l’Esecutivo dovesse decidere di stanziare non più di 4 miliardi di euro per le pensioni. In questo scenario ci sarebbero pochi margini di manovra e si dovrebbe ripiegare sul rinnovo di Quota 103 per un altro anno. Non dovrebbe essere a rischio l’Ape sociale a differenza di Opzione donna che potrebbe essere cancellata.

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