DPCM 60 CFU, Manzi: ‘Le anticipazioni preoccupano, il governo non ha a cuore la formazione dei docenti’

DPCM 60 CFU, finalmente, con dieci mesi di ritardo rispetto a quella che doveva essere la tabella di marcia prevista dalla riforma della formazione iniziale e del reclutamento dei docenti, dovremmo essere ormai in prossimità della pubblicazione del DPCM che andrà a disciplinare le nuove regole per la formazione e il reclutamento dei docenti. Le anticipazioni sui contenuti del nuovo provvedimento, però, stanno preoccupando non poco la responsabile scuola del Partito democratico, Irene Manzi.

DPCM 60 CFU, Manzi preoccupata: ‘Un decreto che aumenterà i problemi anziché risolverli’

In una nota informativa, la capogruppo in commissione Istruzione ha dichiarato che ‘il governo dimostra di non avere a cuore la formazione dei nostri docenti e mette in campo un decreto che ci preoccupa e che non farà che aumentare i problemi invece di risolverli’. Irene Manzi sottolinea come, nei mesi scorsi, il Partito democratico aveva denunciato il rischio di intraprendere una strada sbagliata: ‘Le anticipazioni, purtroppo, sembrerebbero confermare le nostre preoccupazioni’.

La responsabile scuola del PD ha fatto presente che, qualora fossero davvero confermate queste anticipazioni, ‘ci troveremmo di fronte a misure sbagliate e non condivisibili. Come definire l’aumento fino al 50% della possibilità di erogare la formazione in modalità online, la prova scritta con quiz a risposta multipla – adottati per i concorsi svoltisi lo scorso anno e da più parti, a cominciare dalla destra, bollati come inadeguati e fallimentari – e la verifica solo in sede di esame orale delle competenze sulla materia disciplinare?’, queste le domande che si è posta l’Onorevole Manzi.

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