Differenza tra mappa concettuale e mappa mentale

Le mappe concettuali e le mappe mentali sono uno degli strumenti compensativi più efficaci di cui un insegnante (di sostegno e non ) si può avvalere. Queste sono spesso erroneamente confuse tra loro, anche se diverse sia per strutturazione che per modello realizzativo e di utilizzo.

Entrambe le tipologie di mappe permettono allo studente, soprattutto se con BES o DSA,  di avere una rappresentazione visiva e una visione di insieme dei concetti affrontati durante la lezione frontale.

Mappe concettuali

Si tratta di rappresentazioni grafiche di reti di relazioni tra concetti, utili a facilitare la comprensione e a supportare la memorizzazione e/o il recupero delle informazioni da parte degli studenti. È una delle strategie didattiche di Visual Learning, sviluppate negli anni Sessanta dal biologo statunitense Joseph Novak, sulla base delle teorie di Ausubel. Teorie che indicavano l’importanza delle pre-conoscenze possedute dagli individui per l’apprendimento di nuovi concetti. Secondo Ausubel, per essere appreso da un discente, un concetto nuovo deve essere significativo. E l’apprendimento significativo si ottiene ponendo i concetti in maniera visivamente rilevante.

Mappe mentali

Le mappe mentali sono una forma di rappresentazione grafica del pensiero teorizzata dallo psicologo inglese Tony Buzan, che ne dimostrò l’efficacia nell’implementare la memoria visiva.

Esse hanno una struttura gerarchica e associativa, indispensabile per classificare in maniera temporale e spaziale gli eventi e i concetti chiave; e quindi risultano utili per semplificare le difficoltà. Tale struttura può essere creata con due tipi di connessioni: gerarchiche (rami), che collegano ogni elemento con quello che lo precede, o associative, che collegano elementi gerarchicamente vicini ma disposti in punti diversi della mappa.

Differenza tra mappa concettuale e mentale

Le mappe concettuali sono sviluppate su una base cognitiva e razionale, mentre quelle mentali sono imperniate sulla creatività: fanno uso di colori sgargianti che differenziano ogni concetto e sono, tra l’altro, associate ad ogni concetto con una relazione emotiva ed evocativa. Ad esempio, una rivoluzione storica, nelle mappe mentali, verrebbe evidenziata in rosso, per associarlo a un evento di rilievo, e sanguinolento: tutto questo è fondamentale per la memorizzazione delle parole e dei concetti. Al contrario, una mappa concettuale è solitamente monocromatica e con una struttura che si ripete tendenzialmente uguale di volta in volta: è per questo che si usa spesso nei libri di testo, al termine di ogni unità didattica, come riassunto.

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Strategie per uno studio efficace

Strategie per uno studio efficace

di Bruno Lorenzo Castrovinci

Studiare in modo efficace non significa semplicemente trascorrere ore sui libri, ma adottare strategie mirate che facilitino l’apprendimento, la memorizzazione e l’applicazione dei concetti. Un metodo di studio ben strutturato non solo migliora il rendimento scolastico, ma sviluppa anche capacità di analisi, problem-solving e pensiero critico, elementi fondamentali per affrontare le future sfide negli studi universitari  e professionali.

L’apprendimento non è un processo passivo, ma un’attività che richiede il coinvolgimento attivo della mente, la selezione e rielaborazione delle informazioni e l’utilizzo di tecniche efficaci per consolidarle nella memoria a lungo termine. Strategie come l’elaborazione attiva dei contenuti, l’autovalutazione, la pratica distanziata e l’uso delle tecnologie digitali offrono strumenti preziosi per massimizzare il potenziale di ogni studente.

Quali sono le migliori tecniche di studio basate su ricerche scientifiche e sperimentazioni didattiche, per acquisire un metodo di studio? Dall’organizzazione del tempo alla gestione dello stress, dall’uso di strumenti digitali alla creazione di un ambiente favorevole all’apprendimento, analizzeremo come rendere lo studio un processo più efficiente e gratificante.

La gestione del tempo

Una delle prime difficoltà degli studenti è la gestione del tempo, poiché spesso si trovano a dover bilanciare molteplici impegni scolastici e personali. Suddividere lo studio in sessioni brevi e intense, intervallate da pause strategiche, permette di mantenere alta la concentrazione e migliorare l’efficienza dell’apprendimento. La tecnica del pomodoro, basata su cicli di 25 minuti di studio seguiti da brevi pause di 5 minuti, aiuta a combattere la procrastinazione e a rendere lo studio più sostenibile. Per ottimizzare questa tecnica, gli studenti possono adattarla alle proprie esigenze, aumentando il tempo di concentrazione a 40-50 minuti in caso di materie complesse o riducendolo per argomenti più leggeri.

L’uso di applicazioni digitali come Focus Booster, Be Focused e Pomodone può supportare l’implementazione della tecnica del pomodoro, offrendo report dettagliati sui progressi e sulle abitudini di studio. Inoltre, è fondamentale pianificare lo studio attraverso un calendario settimanale o mensile, suddividendo gli argomenti in base alla loro difficoltà e all’urgenza della verifica scritta o per gli studenti universitari degli esami. Per esempio, uno studente che deve affrontare un compito di matematica e uno di letteratura nello stesso periodo potrebbe dedicare sessioni più lunghe alla materia in cui ha più difficoltà e distribuire il ripasso della materia più familiare in momenti meno impegnativi.

Strumenti digitali come Google Calendar, Notion e Trello consentono di visualizzare l’intero piano di studio, impostare promemoria e monitorare i progressi. Per chi preferisce un approccio più tradizionale, un’agenda cartacea con una suddivisione giornaliera e settimanale può essere altrettanto efficace. Infine, un aspetto spesso trascurato è il momento della giornata in cui si studia: individuare le ore in cui si è più produttivi e sfruttarle per gli argomenti più complessi permette di massimizzare il rendimento.

L’elaborazione attiva dei contenuti

Limitarsi a leggere e sottolineare non è sufficiente per assimilare le informazioni in modo duraturo. La creazione di mappe mentali aiuta a visualizzare le connessioni tra i concetti, rendendo più semplice il recupero delle informazioni durante le verifiche. Organizzare le idee in schemi gerarchici o concettuali stimola il pensiero critico e favorisce la comprensione profonda.

Per le materie umanistiche, costruire una mappa che colleghi autori, opere e movimenti culturali può migliorare l’approccio analitico ai testi. Ad esempio, nella letteratura italiana, una mappa mentale che parta da Dante Alighieri e si dirami verso le sue opere principali, i temi trattati e l’influenza esercitata su altri autori può fornire una visione d’insieme chiara e strutturata. Analogamente, per la filosofia, si può creare una rete di connessioni tra i pensatori, mettendo in evidenza le correnti di pensiero e i concetti chiave che li uniscono o li differenziano.

In ambito scientifico, schematizzare processi e relazioni tra le variabili di un fenomeno aiuta a interiorizzare i concetti complessi. Per esempio, nello studio della biologia, una mappa mentale sul funzionamento della cellula potrebbe suddividere i diversi organuli e le loro funzioni, evidenziando come collaborano tra loro. Nella fisica, un diagramma che illustra le leggi del moto di Newton, mostrando esempi concreti di applicazione, facilita la comprensione della teoria attraverso rappresentazioni visive.

Un’altra tecnica efficace è la rielaborazione scritta, ovvero la riscrittura di concetti con parole proprie, creando un vero e proprio dialogo con il testo. Questo metodo permette di testare il livello di comprensione e rafforzare la memoria. Ad esempio, dopo aver studiato un capitolo di storia, lo studente potrebbe scrivere un breve articolo o una lettera immaginaria in cui racconta gli eventi dal punto di vista di un personaggio storico, ricostruendo il contesto con le proprie parole. Nel caso della chimica, invece, potrebbe spiegare un concetto come la struttura degli atomi a un ipotetico amico che non conosce la materia, utilizzando analogie semplici e immagini per rendere il concetto più chiaro.

Spiegare per comprendere meglio

L’efficacia dello studio dipende anche dalla capacità di spiegare i concetti con parole proprie. Il metodo di Feynman suggerisce di trasformare le nozioni acquisite in una spiegazione semplice e chiara, come se si dovesse insegnarle a un bambino. Questo processo evidenzia le lacune nella comprensione e stimola un approfondimento più consapevole.

Per applicare efficacemente questo metodo, è utile suddividere il processo in quattro fasi: primo, lo studente sceglie un concetto e prova a spiegarlo con parole semplici; secondo, identifica eventuali difficoltà o punti oscuri nella sua spiegazione; terzo, approfondisce gli aspetti che risultano poco chiari con nuove ricerche o letture; infine, ripete la spiegazione finché il concetto non è completamente chiaro.

Un esempio pratico può essere l’apprendimento delle leggi della termodinamica in fisica. Uno studente potrebbe provare a spiegare il primo principio come “l’energia non si crea né si distrugge, ma si trasforma”, ma potrebbe accorgersi di non saper spiegare il concetto di calore e lavoro. Tornando a studiare e semplificando ulteriormente, potrebbe arrivare a un’analogia efficace, come paragonare l’energia a un liquido che si sposta tra recipienti diversi senza mai sparire.

L’apprendimento tra pari rafforza questa pratica: discutere un argomento con un compagno, porre domande e rispondere ai dubbi reciproci permette di consolidare le conoscenze e migliorare la capacità di esposizione. Un approccio utile è il “Teaching Test”: due studenti si scambiano domande su un argomento, cercando di rispondere senza consultare gli appunti. Se emergono difficoltà, significa che occorre approfondire quella parte.

Uno strumento digitale utile per questa tecnica è la registrazione vocale: spiegare un concetto e riascoltarlo permette di valutare la chiarezza dell’esposizione e correggere eventuali imprecisioni. Applicazioni come Voice Memos, Otter.ai o Notability consentono di registrare e riascoltare le proprie spiegazioni, permettendo di affinare il linguaggio e la struttura logica dell’esposizione. Inoltre, i dispositivi Plaud, dotati di intelligenza artificiale, offrono funzionalità avanzate di trascrizione e analisi del parlato, aiutando gli studenti a migliorare la propria capacità espositiva attraverso suggerimenti personalizzati e riepiloghi automatici delle spiegazioni registrate.

L’importanza dell’autovalutazione

L’autovalutazione rappresenta un altro pilastro dello studio efficace, poiché permette agli studenti di monitorare i propri progressi e identificare le aree in cui hanno bisogno di migliorare. Creare domande e rispondere a test autogenerati stimola la memoria a lungo termine e aiuta a individuare i punti deboli nella comprensione. Questo processo può essere svolto in diversi modi: dagli esercizi scritti ai test digitali, fino alla spiegazione orale di un argomento senza l’ausilio degli appunti. Un esempio pratico è l’uso della tecnica del “self-quizzing”, che consiste nel porre domande a sé stessi e tentare di rispondere prima di verificare la correttezza con il materiale di studio.

L’uso di flashcard, sia cartacee che digitali, facilita il ripasso distanziato nel tempo, tecnica che potenzia il richiamo delle informazioni e previene l’oblio. Ad esempio, per lo studio delle lingue straniere, le flashcard possono contenere vocaboli su un lato e la traduzione sull’altro, mentre per le materie scientifiche possono essere utilizzate per memorizzare formule e concetti chiave. L’integrazione con strumenti digitali consente una gestione più efficiente di questo metodo: Anki, Quizlet e Brainscape offrono funzionalità avanzate come la ripetizione spaziata, che ripropone le informazioni da rivedere a intervalli ottimali basati sulle prestazioni dell’utente.

Le applicazioni di apprendimento basate sull’intelligenza artificiale possono personalizzare i quiz in base alle risposte precedenti, rendendo lo studio progressivamente più efficace. Ad esempio, strumenti come SmartStudy e AI-driven tutoring system suggeriscono domande mirate in base agli errori commessi, rafforzando gli aspetti che richiedono maggiore attenzione. Anche l’utilizzo di test a risposta multipla con feedback immediato può aiutare gli studenti a consolidare le informazioni e migliorare la loro capacità di ragionamento critico. Combinare queste tecniche con momenti di riflessione e riepilogo permette di trasformare l’autovalutazione in un’abitudine costante, utile per affrontare gli esami con maggiore sicurezza.

L’arte del riassunto

Il riassunto rappresenta una strategia trasversale per tutte le discipline, in quanto aiuta a sintetizzare e consolidare le informazioni, facilitando la memorizzazione e la comprensione critica. Distillare un testo in concetti chiave, riscriverlo con parole proprie e riorganizzarlo in una struttura logica aiuta a sedimentare le informazioni e a sviluppare capacità di analisi e sintesi.

In ambito umanistico, redigere una sintesi critica di un’opera letteraria permette di cogliere le tematiche principali e sviluppare una visione complessiva più profonda. Per esempio, nel caso della Divina Commedia, un riassunto efficace non si limiterebbe a elencare gli eventi principali, ma metterebbe in luce il significato simbolico di ciascun canto e il legame con il contesto storico e filosofico dell’epoca. Nella filosofia, invece, un buon riassunto delle teorie kantiane non si limiterebbe a riportare le tre Critiche, ma le riorganizzerebbe evidenziando i concetti cardine, come l’imperativo categorico e la distinzione tra fenomeno e noumeno, facilitando il confronto con altri pensatori.

Per le materie scientifiche, il riassunto assume una forma diversa, più orientata alla schematizzazione e alla rappresentazione grafica. Ad esempio, per la chimica, sintetizzare le reazioni chimiche fondamentali in schemi e tabelle permette di visualizzare rapidamente le connessioni tra i reagenti e i prodotti. In matematica, la creazione di una sintesi delle principali formule e delle loro applicazioni pratiche aiuta a richiamare rapidamente le informazioni necessarie durante lo svolgimento di esercizi e prove d’esame.

Una pratica utile per migliorare l’efficacia del riassunto è il confronto tra più fonti: leggere diverse spiegazioni dello stesso argomento aiuta a cogliere sfumature diverse e a integrare conoscenze. Ad esempio, per approfondire la teoria dell’evoluzione di Darwin, confrontare il testo originale de “L’origine delle specie” con commenti critici e spiegazioni moderne consente di comprendere meglio l’impatto della teoria e le sue evoluzioni nel tempo. Inoltre, utilizzare strumenti digitali come Notion o OneNote per organizzare riassunti e appunti in modo strutturato permette di avere un archivio facilmente consultabile e aggiornabile nel tempo.

L’utilizzo delle tecnologie digitali

L’utilizzo delle tecnologie digitali rappresenta un valore aggiunto per lo studio, rendendolo più interattivo, personalizzato e accessibile. Strumenti come piattaforme educative interattive, simulatori e laboratori virtuali permettono di sperimentare concetti complessi in modo pratico e coinvolgente. Per esempio, in fisica e chimica, piattaforme come PhET Interactive Simulations offrono esperimenti virtuali che consentono di testare teorie scientifiche senza necessità di attrezzature costose. In matematica, programmi come GeoGebra permettono di visualizzare funzioni e geometrie in modo dinamico, migliorando la comprensione dei concetti astratti.

La realtà aumentata e il metaverso offrono opportunità immersive per visualizzare modelli 3D di fenomeni scientifici, rendendo lo studio più coinvolgente. Ad esempio, in anatomia, l’uso di applicazioni come Visible Body permette agli studenti di esplorare il corpo umano in tre dimensioni, manipolando organi e apparati per comprendere meglio la loro struttura e funzione. Nel campo dell’ingegneria e dell’architettura, strumenti come Autodesk e Twinmotion aiutano a visualizzare progetti in ambienti realistici, offrendo una comprensione più pratica e approfondita delle discipline tecniche.

L’uso di audiolibri e podcast arricchisce l’apprendimento attraverso modalità multisensoriali, particolarmente utili per studenti con stili di apprendimento uditivo o per chi desidera sfruttare il tempo in modo più produttivo. Questi, offrono contenuti approfonditi e accessibili ovunque, trasformando momenti di inattività, come il viaggio in autobus, in occasioni di studio.

L’integrazione di strumenti digitali nel percorso di studio consente di diversificare l’approccio alle informazioni, rendendolo più dinamico e personalizzato. L’intelligenza artificiale applicata allo studio, attraverso piattaforme come Brikslabs, SmartStudy e ScribeSense, analizza le risposte degli studenti e suggerisce percorsi di apprendimento su misura, evidenziando le aree da migliorare. Inoltre, strumenti di sintesi testuale basati su AI, permettono di ridurre testi lunghi in concetti chiave, facilitando il ripasso.

Tra le piattaforme più utili per il supporto allo studio figurano Khan Academy, Coursera e Udemy, che offrono corsi strutturati con video-lezioni, quiz e materiali scaricabili. L’accesso a risorse di alto livello, spesso realizzate da esperti e docenti universitari, permette agli studenti di approfondire gli argomenti con approcci innovativi. Combinare questi strumenti con metodi tradizionali può migliorare significativamente l’apprendimento, rendendolo più efficace e stimolante.

Ripasso e consolidamento degli apprendimenti

Rivedere regolarmente gli argomenti affrontati è essenziale per fissare le conoscenze in modo duraturo. La pratica distanziata, che prevede il ripasso periodico degli argomenti anziché una ripetizione intensiva e ravvicinata, si basa sui principi della curva dell’oblio e garantisce una ritenzione più efficace. Studi neuroscientifici dimostrano che il cervello dimentica rapidamente le informazioni non rielaborate, ma un ripasso strategico a intervalli crescenti (dopo un giorno, una settimana, un mese) aiuta a fissare stabilmente i contenuti nella memoria a lungo termine.

Alternare le materie durante le sessioni di studio, invece di concentrarsi su un solo argomento per lungo tempo, stimola la capacità di trasferire le conoscenze tra contesti differenti e migliora la flessibilità cognitiva. Ad esempio, uno studente che alterna matematica e letteratura in una stessa giornata si abitua a passare rapidamente da un tipo di ragionamento analitico a uno più interpretativo, migliorando la sua capacità di adattamento mentale. Inoltre, l’uso di tecniche come l’auto-interrogazione e la spiegazione a un ipotetico interlocutore permette di rafforzare il recupero attivo delle informazioni, aumentando l’efficacia del ripasso.

Un suggerimento pratico è l’utilizzo di un’agenda di ripasso, che segni le date in cui rivedere ogni argomento in base alla difficoltà e alla necessità di consolidamento. Strumenti digitali come Anki, che sfrutta la ripetizione spaziata, o piattaforme come Notion e Evernote, che consentono di organizzare mappe concettuali e appunti strutturati, possono rendere il ripasso più efficace e interattivo. Infine, integrare tecniche di sintesi visiva, come flashcard e mappe mentali, facilita l’apprendimento e rende il ripasso più coinvolgente e meno monotono.

Benessere psicofisico e apprendimento

Un elemento spesso sottovalutato è il benessere psicofisico, che gioca un ruolo cruciale nel rendimento scolastico. L’efficienza dello studio dipende dall’equilibrio tra attività mentale e fisica, che consente al cervello di funzionare in modo ottimale. Integrare l’attività fisica nella routine quotidiana, anche solo con una passeggiata di 30 minuti, migliora l’ossigenazione del cervello e favorisce la produzione di neurotrasmettitori legati alla concentrazione e alla memoria, come la dopamina e la serotonina.

Anche l’alimentazione influisce in modo significativo sulle capacità cognitive. Un regime alimentare ricco di omega-3, antiossidanti e vitamine del gruppo B favorisce la plasticità neuronale e la resistenza allo stress. Ad esempio, consumare noci, pesce, frutta e verdura fresca migliora la capacità di elaborazione delle informazioni e riduce la fatica mentale. Evitare cibi ricchi di zuccheri raffinati e carboidrati semplici aiuta a mantenere stabile il livello di energia durante le sessioni di studio.

Un altro aspetto determinante è il sonno. Studiare fino a tarda notte riducendo le ore di riposo compromette la memoria a lungo termine e la capacità di concentrazione. È dimostrato che 7-9 ore di sonno di qualità consentono al cervello di consolidare le informazioni apprese durante il giorno. Tecniche come la gestione dell’esposizione alla luce blu prima di dormire e la creazione di una routine serale rilassante, che includa la lettura o la meditazione, possono migliorare il riposo notturno e massimizzare la capacità di apprendimento.

Tecniche di rilassamento, come la meditazione guidata, la respirazione diaframmatica e la mindfulness, possono ridurre l’ansia da prestazione e aumentare la resilienza allo stress scolastico. Ad esempio, dedicare cinque minuti prima di iniziare lo studio a esercizi di respirazione profonda aiuta a ridurre il cortisolo, l’ormone dello stress, migliorando la capacità di concentrazione.

Inoltre, creare un ambiente di studio adeguato ha un impatto significativo sulla produttività. Una scrivania ordinata, una buona illuminazione naturale o una luce artificiale a temperatura calda, l’uso di strumenti ergonomici e la riduzione di distrazioni come il telefono cellulare sono tutti elementi che contribuiscono a un miglior rendimento. Alcuni studenti trovano utile ascoltare musica strumentale o suoni della natura per creare un’atmosfera favorevole alla concentrazione.

Integrare queste strategie nella propria routine permette di migliorare non solo l’apprendimento, ma anche il benessere generale, rendendo lo studio un’attività più sostenibile ed efficace.

Conclusioni

Un metodo di studio efficace si basa su strategie che stimolano l’elaborazione attiva, l’autovalutazione e il ripasso programmato, garantendo un apprendimento più solido e duraturo. L’integrazione di strumenti digitali e tecniche metacognitive trasforma lo studio in un processo consapevole e coinvolgente, che permette agli studenti di sviluppare autonomia e spirito critico.

Oltre alle strategie cognitive, è fondamentale creare un ambiente di apprendimento positivo, che favorisca la curiosità, la sperimentazione e il benessere psicofisico. Un’organizzazione adeguata del tempo, il giusto equilibrio tra studio e riposo e l’adozione di tecniche di rilassamento aiutano a mantenere alta la concentrazione e ridurre l’ansia da prestazione.

Il miglioramento delle capacità di apprendimento non avviene in modo immediato, ma con costanza e dedizione diventa possibile affrontare lo studio con maggiore serenità ed efficacia. Adottare un metodo personalizzato e adattabile alle proprie esigenze consente di trasformare lo studio da un’attività stressante a un percorso di crescita continua.

Perché creare e far crescere la tua e-learning community

Una e-learning community è un luogo privilegiato per unire la formazione aziendale online a principi di cooperazione, condivisione e collaborazione. A tutto vantaggio della produttività e del benessere organizzativo.
Il modello di apprendimento comunemente diffuso è un tipo di apprendimento sociale e interessa le persone fin dai primi anni di età. I bimbi vengono inseriti in una classe e, come gruppo, iniziano a imparare.
Esistono, certo, anche tipi di apprendimento individuale, leggere un libro, guardare un documentario o un tutorial, una lezione privata, ma in linea generale l’apprendimento è spesso legato a una comunità.
Per i sociologi Jean Lave ed Etienne Wenger, l’apprendimento è un atto di partecipazione sociale. Fin dal 1991 hanno diffuso il concetto di comunità di pratica, in cui i partecipanti possono co-creare un “repertorio condiviso di risorse: esperienze, storie, strumenti, modi per affrontare problemi ricorrenti”.
Questa idea di un insieme condiviso di risorse e storie è il punto in cui nasce la e-learning community, una comunità di apprendimento sociale online che può essere un fantastico modo di costruire una visione aziendale condivisa per collaboratori che operino da più sedi, in Italia o nel mondo.
Il punto di partenza per la creazione di una learning community è naturalmente l’identificazione di un luogo virtuale come una piattaforma e-learning che possa offrire la possibilità di un apprendimento sincrono o asincrono unito a tutte le caratteristiche che caratterizzano una “scuola”: possibilità di riunirsi in gruppi per collaborare, archivio documentale per i contenuti formativi multimediali, possibilità di contattare in modo rapido tutor e docenti, chat, forum, e spazio riservato a condivisioni di nuove prassi e buone pratiche, in audio o video, quello che in Teleskill chiamiamo Wiki- Experience.
Si tratta dell’opportunità, per chi deve apprendere, di poter accedere a sessioni dal vivo guidate da istruttori e risorse di apprendimento, con un focus significativo sull’apprendimento sociale. In altre parole, interagire con i propri colleghi attraverso dibattiti e discussioni online.
Come tutte le comunità, anche quella di una e-learning community richiede alcune accortezze per farla crescere e sviluppare armonicamente. Vediamo insieme quali.
Individuare il facilitatore della e-learning community

Tra i docenti è importante scegliere con accuratezza la figura del facilitatore.
Essere il facilitatore di una comunità online significa favorire le relazioni tra le persone. Non si tratta solo del tradizionale trasferimento di conoscenze o dell’insegnamento.
Tanto per fare qualche esempio, un buon facilitatore creerà un piano di contenuti didattici da pubblicare, che potrebbe includere commenti su ulteriori letture dopo una sessione webinar o porre una domanda per generare dibattito. Potrebbe avviare un sondaggio, richieste di riflessione o tenere una webinar di domande e risposte per conoscere in modo sempre più preciso le esigenze dei singoli e del gruppo.
Incentivare il social learning per il successo della comunità

Anche se la formazione aziendale avviene in una piattaforma e-learning, la comunità deve essere libera di comunicare con altre comunità. Non è un sistema chiuso, ma anzi può essere il modo migliore per attrarre sempre più membri nella nostra e-learning community. Il social learning è quindi un ulteriore strumento per interessare e coinvolgere i discenti al progetto formativo.
Favorire le comunità di pratica

Una learning community richiede una o più comunità di pratica, un luogo virtuale dove poter imparare in modo collaborativo, settorialmente su un argomento specifico. Un’altra caratteristica della comunità di pratica è la volontà di apprendere volontariamente, senza l’input del docente. La comunità di pratica sviluppa una conoscenza di tipo verticale su un dato tema ed è lo spazio in cui i principi di cooperazione e collaborazione diventano più rilevanti. La leadership è diffusa e l’aiuto dei colleghi è di stimolo e di supporto. Un luogo in cui esprimersi per far crescere una cultura collaborativa e condivisa e per apprendere in modo più autonomo rispetto all’apprendimento tradizionale.
Promuovere condivisione e fiducia

In una learning community si cresce tutti insieme. Quando si analizza collettivamente un metodo o una procedura che non ha funzionato non è tanto importante individuare il responsabile e attribuire una colpa, quanto piuttosto capire, collettivamente, cosa si può fare meglio, e quindi imparare dall’errore.Questo processo di fiducia si instaura più facilmente lavorando nelle comunità di pratica, soprattutto se si incoraggia la discussione, il confronto, la collaborazione e la condivisione.
Aiutare chi deve apprendere a “fare rete”

In una e-learning community i nuovi entrati devono poter comunicare facilmente con i senior e con i manager. Si impara l’uno dagli altri perché la comunità è anche un luogo di reverse mentoring, in cui ci si scambiano conoscenze e competenze.
Insieme a una serie di webinar si possono anche promuovere e incoraggiare i video e i podcast con dirigenti aziendali senior, in modo che diversi leader possano condividere le proprie esperienze e momenti di apprendimento.
I giovani potrebbero usare Wiki-Experience per condividere o proporre sistemi che velocizzino le procedure grazie alle nuove applicazioni digitali.
Monitorare la e-learning community

Una piattaforma e-learning specifica per la formazione come Teleskill Web Academy offre una reportistica molto accurata di ogni utente. Questo aiuta a conoscere i bisogni del singolo e del gruppo e ad offrire a tutti ciò di cui hanno bisogno: può essere un incontro personale con un docente, un webinar di approfondimento o altro ancora. Chat e forum sono uno strumento prezioso per conoscere il sentimento della comunità e anche in questo caso offrire risorse e contenuti sempre più professionalizzanti.

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