ANFFAS: approvato il primo Codice di qualità e il Manuale di autocontrollo

ANFFAS: approvato il primo Codice di qualità e il Manuale di autocontrollo
Redattore Sociale del 26/07/2023

Il documento, previsto dalla Riforma del Terzo settore, delinea gli “ancoraggi culturali di riferimento” della rete associativa, ovvero gli orientamenti e i principi etici, valoriali e giuridici

ROMA. In occasione dell’Assemblea Nazionale ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie e Persone con disabilità intellettive), celebratasi a Bologna lo scorso 1 e 2 luglio, è stato approvato il Codice di Qualità e Manuale di Autocontrollo – in breve CQA – di cui ANFFAS si è dotata per ridefinire e meglio puntualizzare i valori di riferimento e gli elementi organizzativi ed operativi in cui tutti gli Enti aderenti alla Rete ANFFAS e tutti coloro che, a vario titolo, in ANFFAS e per ANFFAS operano o con essa interagiscono, possano pienamente riconoscersi.

Il CQA rappresenta, infatti, un formidabile strumento di autovalutazione previsto dalla Riforma del Terzo Settore che, redatto sulla base delle Linee Guida emanate dal Forum Nazionale del Terzo Settore, si prefigge di dare concreta attuazione alle linee di politica associativa di ANFFAS Nazionale, in modo omogeneo sull’intero territorio nazionale, prendendo a riferimento concetti e parole chiave che si rifanno alla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità quanto all’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, quali, ad esempio, trasparenza, democrazia, partecipazione, impegno sociale, solidarietà, fratellanza, pace.

Il Codice di Qualità e Manuale di Autocontrollo, elaborato dal preposto Comitato Tecnico di ANFFAS, delinea così gli “ancoraggi culturali di riferimento” di ANFFAS, ovvero gli orientamenti e i principi etici, valoriali e giuridici volti a favorire il costante cambiamento e miglioramento da parte degli enti aderenti alla rete ANFFAS attraverso il sistema dell’autocontrollo basato su precisi standard minimi di qualità.

Nel dettaglio, il documento si compone di due parti: Il Codice che definisce cosa vuol dire “Essere ANFFAS” nel Terzo Settore e quali condizioni e opportunità ciò comporti.

Il Manuale che rappresenta la trasposizione operativa degli orientamenti culturali sviluppati nel Codice per orientare tutti gli enti aderenti alla rete associativa ANFFAS verso un processo di costante miglioramento attraverso la forma dell’autocontrollo. “Il CQA, nell’impostazione data, ridefinisce le regole dello stare insieme, stabilisce i livelli minimi di qualità, fissa gli standard per Essere ANFFAS, rilancia e rinsalda il patto associativo, ai vari livelli- dichiara Roberto Speziale, Presidente di ANFFAS Nazionale- fissando, inoltre, le necessarie regole per far sì che tra il “codice delle famiglie” ed il “codice delle professioni” vi sia sempre una forte e leale alleanza e sinergia”. È fuor di dubbio che, in tal senso, il CQA rappresenta uno strumento strategico che, oltre a rispondere a quanto previsto dalla Riforma del Terzo Settore, di cui ANFFAS ha dato, ancora una volta, prova di aderire convintamente, si configura come una vera e propria “Magna Carta” con cui tutta la rete, nessuno escluso, sarà chiamata responsabilmente a ripensare e a riorientare la linea associativa verso elevati standard di qualità nella duplice componente di advocacy e di gestori di servizi. Nei prossimi due anni la Rete ANFFAS sarà, dunque, impegnata in una prima fase sperimentale di “implementazione” del documento attraverso specifici percorsi formativi, curati da ANFFAS Nazionale in sinergia con i livelli regionali e grazie al contributo dei componenti del Comitato Tecnico, per una piena conoscenza e condivisione dei principi e delle prescrizioni del CQA. “Dobbiamo dare al nostro “Essere ANFFAS”, un grandissimo valore e una grandissima importanza, in quanto il nostro agire, “seppur una piccola goccia nell’oceano”, concorre a realizzare le condizioni per attuare quel tanto atteso cambiamento ri-portandoci a tornare a credere e sperare che un futuro migliore, per le persone con disabilità intellettive e del neurosviluppo e per i loro familiari, sia ancora possibile”. Così afferma in conclusione il Presidente Speziale. (DIRE)

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