G. Parisi, Io, Bullo
Giusi Parisi, l’opera di una protagonista
di Antonio Stanca
Di recente, per conto del Corriere della Sera su licenza Einaudi EL, è apparsa un’edizione speciale del breve volume Io, Bullo (Da una storia vera) di Giusi Parisi. Un romanzo breve, un racconto può essere considerato e a scriverlo è stata un’insegnante siciliana che a Palermo è nata nel 1978 e qui vive e lavora. Oltre ad insegnare la Parisi ha scritto libri di storia, geostoria e geografia. È impegnata presso alcune case editrici e tiene laboratori di scrittura creativa in scuole di primo grado. È convinta che i libri per bambini e ragazzi siano i mezzi migliori per la formazione del loro pensiero e del loro spirito creativo. Questa volta sono state le sue esperienze di docente a farle concepire un romanzo breve dove mostrare come sia possibile correggere, modificare la condotta capricciosa, irrequieta, ribelle di un cosiddetto “bullo” e farla rientrare tra le altre dei compagni di classe. Ha solo quarantacinque anni la Parisi e tanto lavoro ha svolto e tanto ha intenzione di svolgere. A guidarla sono le sue opinioni, le sue convinzioni, le sue aspirazioni riguardo ai giovani, alla loro vita, al loro rapporto con la scuola, la famiglia, gli adulti, i coetanei. Molto di quanto la Parisi ha fatto è completamente nuovo, viene da sue intuizioni, suoi tentativi, sue prove. A degli esperimenti sembra di assistere con lei, alla volontà di scoprire come fare, come è meglio quando molto difficile diventa stare con i giovani e molto buon senso, molta prontezza servono più di quanto studiato, imparato.
Ad una Parisi professoressa che procede in questo modo, che pensiero e azione, anima e corpo dedica al suo lavoro, non sono mancati i successi e di un altro dice questo libro. Qui ha scritto di un’esperienza vissuta, ha voluto fissarla perché diventasse un esempio sempre utile, servisse a tutti, si sapesse di quanto, in una scuola media di una pessima periferia di Palermo, le era provenuto non solo dalla sua professione ma anche dalle sue iniziative, dalle sue decisioni. Scrittrice di sé si è fatta. Autrice e protagonista. In quella seconda media di molti anni fa, dove era stata incaricata dell’insegnamento di Lettere, si era imbattuta in Alessandro Caruso, un ragazzo che a tredici anni era venuto a capo della sua famiglia perché in carcere era finito il padre e senza sostegno erano rimasti la madre e due fratelli più piccoli. Questo aveva aggravato le condizioni di Alessandro: era diventato ancor più irascibile oltre che presuntuoso, arrogante, prepotente, voleva emergere per forza, essere l’unico, il migliore fino a giungere facilmente alle mani. Tra i compagni di classe aveva i suoi seguaci e dagli altri era temuto. Per il personale scolastico, docenti e bidelli, era un problema, poteva combinare una in ogni momento e vantarsene spudoratamente. Non sembrava ci fosse rimedio anche perché poco poteva aiutare la povera madre già tanto provata. Ne soffrirà pure la nuova insegnante di Lettere, una giovane e bella donna carica di tanto entusiasmo, di tanta buona volontà come appunto nei primi anni di una simile attività. Anche lei sembrerà capitolare di fronte ad un ostacolo così difficile ma basterà che sappia cogliere un’occasione, l’azione cattiva compiuta da Alessandro nei riguardi del compagno Danilo, perché cominci a ribaltarsi quello che per Alessandro sembrava un dominio costituito. Nell’occasione quell’insegnante avvierà, attuerà in classe tante iniziative da far emergere la differenza tra bene e male della quale sembravano essersi persi i segni, da far acquisire ai ragazzi la consapevolezza, la coscienza che il male va condannato, punito e il bene premiato, da far rimanere Alessandro solo con le sue colpe e gli altri insieme con le loro qualità. I mezzi che la professoressa userà non saranno eccezionali, non verranno da libri famosi ma da improvvisazioni, invenzioni, creazioni. Sarà il suo merito, le farà riportare alla loro vita, ai loro doveri, alle loro regole non solo gli altri alunni della classe ma anche Alessandro. L’ambiente sarà ricostituito. Una classe recuperata. Una vittoria ottenuta quando tutto sembrava impedirlo. Una persona sola ci era riuscita. Preziosi diventeranno il lavoro e il libro di quella persona, non si distinguerà tra l’uno e l’altro, ancora possibile mostreranno il bene.
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