Rivoluzione digitale nelle scuole, dall’IA al cyberbullismo

Quanto tecnologiche ed innovative sono le scuole italiane? Dalla scuola primaria fino alle universitá, la risposta non é semplice. Il divario digitale é stato ben visibile durante la pandemia, quando gli studenti sono rimasti a casa e, in molti, non hanno avuto accesso a dispositivi elettronici e connessioni ad Internet affidabili. Ora, dopo che l’emergenza Covid-19 é passata, le disuguaglianze sono ancora ben visibili, sia tra studenti che nelle aule scolastiche. E molte di queste aule scolastiche non sono equipaggiate con strumenti tech per alunni ed insegnanti.

 

Questo, in un momento storico in cui il settore dell’educazione é sempre più tecnologico e digitale. Infatti, l’educazione digitale é molto più di usare strumenti come i tablet per imparare. Educazione digitale significa insegnare alle generazioni più giovani come usare il Web in modo sicuro, come difendersi da attacchi online e da bullismo.

 

Secondo i dati del Ministero della Salute italiano, oltre il 17% degli alunni maschili di 11 anni sono vittima di cyberbullismo, contro il 21% delle bambine. Per gli adolescenti, la percentuale arriva al 9% mentre, per le adolescenti, raggiunge l’11,4%. Insomma, i più vulnerabili online sono i più piccoli, le fasce d’etá che hanno facile accesso a dispositivi elettronici ma senza supervisione o senza sapere come usarli in modo sicuro. Offese online, messaggi offensivi sui social media e uso inappropriato delle foto e dei video: queste sono solo alcune delle minacce che gli studenti italiani affrontano quasi ogni giorno.

 

Per questo, il ruolo della scuola e dell’educazione digitale é fondamentale. A Roma, l’ACL locale e la Regione Lazio hanno creato “Con-nesso orientarsi per navigare senza affondare”, un’iniziativa per 200 alunni di tre scuole romane per sensibilizzare le giovani generazioni. E per esortarli a condividere le loro esperienze, anche di cyberbullismo, senza paura o vergogna. A Messina, il collegio S. Ignazio ha iniziato una campagna di sensibilizzazione per i suoi insegnanti e i suoi alunni con un nuovo protocollo che previene e contrasta il bullismo, anche online.

 

Piccoli passi avanti, insomma. Tanto che, secondo il rapporto DESI (Digital Economy and Society Index) del 2023, l’Italia é 18esima in Europa per  l’innovazione digitale a scuola. Con oltre il 60% degli studenti italiani che usano un dispositivo elettronico a scuola e il 70% di loro che crede che la tecnologia abbia migliorato la loro educazione, é chiaro che il digitale é un’opportunitá da non perdere. Tutto inizia con la collaborazione con aziende italiane come RS che forniscono strumenti tech sicuri, convenienti ed affidabili.

 

Tablet, realtá virtuale e visori possono essere la nuova frontiera dell’educazione in Italia. Come sta facendo il gruppo Inspired Education in Italia e in Svizzera con i suoi corsi che aiutano nella creazione di modelli didattici inclusivi ed equi, sia per gli insegnanti che per gli studenti italiani. Come? Combinando l’educazione tradizionale con l’intelligenza artificiale per il futuro delle scuole.

 

“L’intelligenza artificiale aiuta gli insegnanti e gli studenti nel creare dei profili personalizzati, tarati sulla base dei punti di forza e delle difficoltà del percorso didattico”, ha detto a Wired Marco Trapani di Inspired Education Group. Tutto per creare inclusivitá invece di disuguaglianze.

 

 

 

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