Agevolazioni disabili

Agevolazioni disabili. Quanti sussidi informatici posso acquistare con iva al 4%?
Disabili.com del 02/10/2023

Quali sono i sussidi tecnici e informatici con iva al 4% per persone disabili? Quanti telefoni cellulari, pc e altro si possono acquistare con legge 104?

L’iva agevolata al 4% al posto della ordinaria del 22% è una tra le agevolazioni fiscali previste per persone con disabilità che siano in possesso di determinati requisiti.

Tra le cose che le persone con certificazione di handicap possono essere acquistate con l’iva ridotta, oltre a quelli che in senso stretto sono ausili per disabili (carrozzine, deambulatori, ecc), ci sono, ad esempio, auto adattate o allestite, oltre ai cosiddetti sussidi tecnici ed informatici, ovvero prodotti diretti a facilitare l’autosufficienza e l’integrazione dei soggetti portatori di handicap di cui all’articolo 3 della legge, n. 104/1992.

QUALI SONO I SUSSIDI TECNICI E INFORMATICI
Per sussidi tecnici e informatici si intendono apparecchiature e i dispositivi basati su tecnologie meccaniche, elettroniche o informatiche, sia di comune reperibilità sia appositamente fabbricati. Tra questi rientrano fax, modem, computer, telefono a viva voce, ecc. In generale, devono essere strumenti che aiutano, supportano o facilitano la riabilitazione oppure la comunicazione interpersonale, la scrittura, il controllo dell’ambiente, l’accesso all’informazione e alla cultura. Si tratta, in definitiva, di strumenti che contribuiscano all’autosufficienza di persone con disabilità o problematiche motorie, visive, uditive o del linguaggio.

I DOCUMENTIDA PRESENTARE
Per poter ottenere l’aliquota ridotta, al momento dell’acquisto la persona disabile deve provare al venditore di averne diritto. Pertanto, come indicato nel decreto Mef 14 marzo 1998, dovrà esibire una copia del certificato attestante l’invalidità funzionale permanente rilasciato dall’azienda sanitaria locale competente o dalla Commissione medica integrata. All’interno dei verbali viene infatti riportata la presenza dei requisiti sanitari necessari per richiedere le agevolazioni fiscali.

I CERTIFICATI SENZA COLLEGAMENTO FUNZIONALE
Se da questi certificati non risulta il collegamento funzionale tra la menomazione permanente e il sussidio tecnico e informatico, è necessaria una integrazione, ovvero bisognerà esibire anche una copia della certificazione rilasciata dal medico curante contenente l’attestazione richiesta per l’accesso al beneficio fiscale. Attenzione: tale certificazione rilasciata dal medico curante è valida solo per gli acquisti effettuati dopo il 4 maggio 2021 in seguito all’evoluzione normativa del decreto Mef sopracitato. Per gli acquisti precedenti a tale data, la certificazione deve essere rilasciata da un medico specialista.

QUANTI SUSSIDI TECNICI E INFORMATICI POSSO ACQUISTARE CON IVA AL 4?
In merito alla quantità di sussidi tecnici e informatici che possono essere comprati con iva agevolata, il
riferimento è sempre il decreto Mef 14 marzo 1998 ilquale non specifica, in realtà, il numero di dispositivi, e non ne limita, quindi, il numero acquistabile, ma rimane fermo e necessario il soddisfacimento del requisito del nesso tra il sussidio tecnico informatico e la menomazione permanente

ESEMPIO ACQUISTO CELLULARI CON IVA AL 4%
Sull’argomento si è espressa di recente anche l’Agenzia delle Entrate, rispondendo ad un interpello in materia, (risposta n. 282 del 4 aprile 2023). Nel caso di specie si chiedeva se fosse corretta l’applicazione dell’iva al 4% sull’acquisto di un telefono cellulare a poca distanza da un altro acqyisto dello stesso prodotto. Nel fornire la sua risposta, l’Agenzia ha ricordato che La legge non fissa limiti al numero dei sussidi tecnici e informatici acquistabili con iva agevolata al 4% da persone con certifocazione di handicap. Ricorda, tuttavia, che i certificati medici presentati al momento dell’acquisto devono individuare il dispositivo per il quale ricorre il nesso funzionale che consente di accedere all’agevolazione. Si tratta di una disposizione tanto più necessaria per quei sussidi che, per caratteristiche tecniche e qualità, sono suscettibili anche di diverso uso, non rappresentando sussidi che ”per vocazione” possono essere utilizzati esclusivamente da un malato affetto da menomazioni funzionali permanenti. Come, per il caso di specie, il telefono cellulare. Per questa ragione il certificato rilasciato dal soggetto preposto deve contenere l’individuazione dello specifico sussidio tecnico informatico oggetto di acquisto per il quale ricorre il sopra menzionato nesso funzionale, ribadisce l’Agenzia. Nel caso rappresentato dall’istante, alla luce della documentazione fornita in sede di integrazione, risulta assente tale analitica indicazione.Per approfondire:
risposta n. 282 del 4 aprile 2023 Agenzia Delle Entrate

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Ausili disabili. Anche 6 mesi per l’erogazione

Ausili disabili. Anche 6 mesi per l’erogazione ai cittadini. E 10 regioni usano ancora il vecchio nomenclatore del 1999Disabili.com del 18/10/2023

Una indagine mette in luce ritardi e disservizi dell’erogazione di ausili per la disabilità. Il 50% delle persone con disabilità ha aspettato tra i 3 e i 6 mesi per la consegna, e al 43,4% dei pazienti è stato chiesto di pagare un’integrazione di tasca propria.

Gli ausili per le persone con disabilità sono degli strumenti di autonomia spesso necessari a svolgere le quotidiane attività. Fondamentali e imprescindibili, questi strumenti di libertà a volte sono però ottenuti con grande difficoltà dai cittadini disabili, che si rivolgono al SSN per un diritto riconosciuto dalla nostra legislazione. Se è infatti previsto che le persone disabili ricevano dal Sistema Sanitario Nazionale gli ausili di cui hanno bisogno, non è altrettanto garantita la celerità, né sempre l’appropriatezza dei dispositivi che vengono forniti.

Ad analizzare la situazione dell’erogazione di ausili per persone disabili da parte di ASL e Regioni d’Italia, è stata Confindustria Dispositivi Medici, con una survey i cui risultati sono stati presentati nei giorni scorsi a Bologna, al 51° Congresso SIMFER (Società italiana di medicina fisica e riabilitativa). L’indagine ha coinvolto, tra gli altri, i pazienti utilizzatori di ausili sia assistenziali che riabilitativi, che devono comunque essere verificati, adattati, assemblati sul singolo paziente, come sistemi posturali, sedie a rotelle manuali ed elettriche.

TEMPI DI EROGAZIONE AUSILI, Costi E PROCEDUREDall’analisi emerge innanzitutto un problema di tempi e ritardi: secondo quanto rilevato, una volta individuato il l’ausilio necessario, il 50% delle persone con disabilità ha aspettato tra i 3 e i 6 mesi per la sua consegna.Ma anche come costi non va bene. Nella ricerca emerge che al 43,4% dei pazienti è stato chiesto di pagare un’integrazione di tasca propria per la consegna dell’ausilio: nel 41,3% dei casi questa integrazione era del 10% o più della tariffa del presidio.Per niente soddisfatto del servizio di fornitura (tempi, procedure etc) è risultato il 37% degli utenti che ha partecipato alla survey, mentre il 58,7% lo è invece nella fase di manutenzione e assistenza tecnica.Inoltre, il 52,2% delle persone che utilizzano ausili non ha ricevuto una valutazione clinica del contesto abitativo, lavorativo o scolastico nella scelta del presidio, solo nel 19% dei casi è stata fatta al domicilio.

VECCHIO NOMENCLATORETra i punti deboli, la grande differenza che si rileva da Regione a Regione, ma anche da ASL a ASL.Raccontano i tecnici ortopedici, i fabbricanti e i distributori che 10 regioni usano ancora il vecchio nomenclatore del 1999 (DM 332), e solo 5 applicano il Nuovo Nomenclatore degli ausili e delle protesi, ovvero il DPCM Lea 2017. A macchia di leopardo le modalità di fornitura degli ausili complessi anche da una Asl all’altra all’interno della stessa regione: dal tariffario regionale per alcuni specifici ausili a singole mini gare o a vere e proprie gare regionali fino alla prassi del triplo preventivo. Il risultato è che una persona con disabilità potrebbe vedersi erogato dalla propria ASL un certo tipo di ausili, mentre una persona con medesima necessità in una ASL di una città diversa potrebbe non vederselo approvato.“In Italia oltre 3 milioni di pazienti sono alle prese con procedure per l’approvvigionamento di ausili che impediscono adattabilità adeguate, tempi celeri e accesso alla migliore tecnologia possibile con rischi sul percorso di cura e riabilitazione. – ha commentato Alessandro Berti, Presidente Ausili di Confindustria Dispositivi Medici -. “Il DPCM Lea del 2017, sebbene abbia introdotto nuove tecnologie nei livelli essenziali di assistenza, è fermo a 6 anni fa e con l’introduzione di gare generaliste per l’acquisizione degli ausili, anche quelli complessi, ha generato un caos che si ripercuote sull’utente finale: tempi lunghi di attesa del dispositivo, scarsa appropriatezza del presidio alle reali esigenze di disabilità e spesso costi extra da pagare di tasca propria. Non minori le difficoltà per le regioni e le Asl, che per sopperire a queste problematiche (gare sospese o annullate, mancata adattabilità del presidio) adottano procedure di approvvigionamento differenti, generando una situazione non omogenea a livello nazionale e un’iniquità di accesso alle cure con il conseguente aumento del fenomeno della mobilità sanitaria”.

AUSILI COMPLESSI E APPROPRIATEZZASecondo Confindustria Dispositivi medici, lo spostamento degli ausili per disabilità gravi e complesse negli elenchi di ausili di serie, e quindi oggetto di acquisizione tramite gara d’appalto, impedisce una individuazione ad personam del dispositivo stesso, pesando gravemente sulla qualità della vita dei pazienti con disabilità, presenti oggi in Italia. Questa situazione si è creata in seguito al lungo percorso della riforma dei LEA iniziato oltre 10 anni fa e terminato con la pubblicazione del Dpcm 12 gennaio 2017, al cui interno sono inseriti gli elenchi dei dispositivi medici destinati agli aventi diritto e con spesa a carico del SSN. La revisione degli elenchi ha portato un miglioramento in termini di disponibilità di prodotti (includendo ad esempio alcuni ausili tecnologici), ma ha creato una forte incertezza nelle regole di fornitura di ausili per pazienti con disabilità con sensibili differenze tra le diverse regioni.

RICHIESTA DI REVISIONE DEGLI ELENCHI“Auspichiamo una revisione degli elenchi che permetta di risolvere la problematica degli ausili complessi – ha concluso il Presidente Alessandro Berti – creando un Elenco 1BIS dove inserire tutti quegli ausili adattabili che devono essere individuati sulle reali necessità del paziente. Per questo presenteremo alla Commissione LEA, insieme ai risultati dell’indagine, un aggiornamento della nostra proposta di revisione degli elenchi dell’assistenza protesica, che permetta di sanare tutte le anomalie che il DPCM del 2017 ha creato”. 

Per approfondireAusili, protesi, ortesi per disabili: come ottenerli?https://www.disabili.com/legge-e-fisco/speciali-legge-a-fisco/nomenclatore-tariffario/ausili-prostesi-ortesi-per-disabili-come-ottenerleAusili disabili: approvato il nuovo Nomenclatore Tariffario. Ecco i nuovi ausili garantiti dal SSNhttps://www.disabili.com/prodotti/articoli-qprodotti/ausili-disabili-approvato-il-nuovo-nomenclatore-tariffario-ecco-i-nuovi-ausili-erogati-dal-ssn

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