Mobilità e vincoli: la politica dimostri coerenza nelle scelte e ascolti le ragioni di sindacati e docenti
Il moltiplicarsi delle richieste di intervento sull’abolizione del vincolo triennale di permanenza previsto dalla legge vigente ci impegna a condividere con i docenti l’attuale situazione e quali spazi di possibile sviluppo.
Abbiamo sempre illustrato passo-a-passo sul sito, nelle assemblee, nelle videoconferenze pubbliche l’invadenza della norma sulla materia contrattuale, lo stato delle trattative e tutte le strade intraprese per rimuovere i vincoli normativi, affermando e riaffermando in ogni sede che la FLC CGIL è fermamente contraria all’imposizione di qualsiasi blocco.
Le cordate-social che fanno appello ad un “abolite i vincoli” trovano in noi l’interlocutore rappresentativo della questione, ma non certo quello politicamente risolutivo, dal momento che il sindacato non siede in parlamento, né presiede le commissioni.
Il nostro “potere” rimane in ambito contrattuale ed è lì che esercitiamo, con esperienza, tutta la capacità negoziale che abbiamo, forti del rapporto diretto con i lavoratori.
A partire dal D.Lgs 59/2017 si sono succeduti provvedimenti continui e con ogni maggioranza di governo, mirati a ridurre la mobilità dei docenti per “tutelare la continuità didattica”. Con accordi estensivi e in parte derogatori si è riusciti fino ad un certo punto a superare le conseguenze del blocco, e ne è la prova il CCNI 2019/22 firmato all’unanimità, dopo il quale ha prevalso l’ostinazione a limitare il ruolo del sindacato.
Ad oggi le fonti che regolano le operazioni di mobilità sono il CCNI 2022/25 sottoscritto nel 2022 da una sola sigla e la legge che, con l’ultima revisione del DL 44/2023