Non una semplice ristrutturazione: la crisi dell’industria del videogioco

Il mercato del videogioco non è esente da crisi cicliche, la più famosa è sicuramente quella del 1983, denominata Atari shock, quando la pubblicazione eccessiva di titoli di scarsa qualità, per non dire imbarazzanti, ha provocato un crollo delle vendite con conseguente caduta del fatturato che è passato da 3,2 miliardi di dollari dell’83 a circa 100 milioni dell’85.

Il 2023 è stato invece un anno fantastico per i videogiocatori. Sul mercato sono approdati, a cadenza mensile, titoli di altissimo livello per ogni tipo di piattaforma e l’industria ha continuato a macinare numeri positivi. I videogiochi, secondo il consueto report di GamesIndustrybiz, hanno generato introiti pari a circa 184 miliardi di dollari nel corso dell’anno, più 0,6% rispetto al precedente.

In questo panorama positivo, quasi idilliaco, si susseguivano però i licenziamenti e alla fine di dicembre, quando GamesIndustrybiz presentava il suo report, circa 6.000 (dato dedotto sommando i licenziamenti di

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