Gianna Fracassi: «Insegnanti e studenti in corteo contro il modello culturale autoritario»
«Non abbiamo né il pane né le rose»: Gianna Fracassi è la segretaria nazionale della Flc Cgil, l’unico tra i sindacati principali di categoria ad aver proclamato lo sciopero per la Giornata Internazionale della donna. «Abbiamo fatto una riflessione approfondita e abbiamo deciso di proclamare lo sciopero perché i mesi che abbiamo alle spalle hanno segnato uno spartiacque rispetto agli anni passati. Non mi riferisco soltanto alla partecipazione straordinaria del 25 novembre, legata purtroppo al femminicidio di Giulia Cecchettin, ma anche alla responsabilità che hanno i lavoratori e le lavoratrici che organizziamo: i nostri settori sono fondamentali per decostruire il modello patriarcale. Si deve ripartire dalla conoscenza per affermare modelli culturali diversi. Su questo volevamo mandare un messaggio politico forte, con i docenti in piazza accanto agli studenti. Ieri nel corteo di Roma ne ho visti tanti, è stato un bel segnale».
C’è stata una grande partecipazione di giovanissimi alle manifestazioni di ieri. La lotta alla violenza e al patriarcato sono centrali nel movimento studentesco.
Nelle vicende degli ultimi mesi c’è un tema che riguarda la relazione per le nuove generazioni e con le nuove generazioni. Sono vittime anch’esse di violenza, pensiamo agli stupri di Palermo o agli altri episodi di cronaca con protagonisti molto giovani, oppure ancora alle denunce di tante studentesse e lavoratrici che mettono in evidenza le logiche gerarchiche e sessiste nel mondo accademico. Il modello che viene loro proposto, a partire dal governo, è figlio di cultura patriarcale e autoritaria. E poi c’è l’idea che la relazione