Zero precarietà. La piattaforma FLC CGIL per contrastare il lavoro precario nei settori della Conoscenza
I settori della conoscenza (scuola, università, ricerca, alta formazione artistica e musicale, formazione professionale e settori privati dell’educazione) costituiscono un’infrastruttura fondamentale per lo sviluppo economico, sociale e democratico del Paese. Questa consapevolezza si rafforza se guardiamo ai processi di riorganizzazione produttiva in atto in Europa e nel mondo accelerati dal salto tecnologico imposto dalla digitalizzazione e dall’intelligenza artificiale da un lato e dalla necessità di sostituire l’economia fossile con un modello economico e produttivo. Sono processi profondi che hanno un minimo comune denominatore: la necessità di conoscenza e il rafforzamento delle istituzioni che la presiedono.
Dall’altro lato questi settori rappresentano sul versante sociale uno straordinario fattore di coesione e di contrasto alle disuguaglianze. In un contesto dove le differenze si polarizzano e aumenta la segregazione per le fasce di popolazione più povera o più marginale, la diffusione e la forza delle istituzioni scolastiche, la possibilità di accesso alla formazione terziaria rappresenta il più potente strumento per far ripartire quell’ascensore sociale fermo da anni. Il terzo elemento riguarda i processi democratici che vedono nella costruzione della cittadinanza attiva e consapevole il volano per affermare in concreto la possibilità di partecipare attivamente alla vita civile e politica del Paese.
Queste sono le ragioni che stanno alla base di una proposta che mira a coniugare due obiettivi: la qualità dei sistemi e la qualità dell’occupazione nei settori della conoscenza. È indubitabile che questi obiettivi siano strettamente legati e che rappresentino una scelta politica chiara.