Scuola, FLC CGIL: servono 4 miliardi in più per abbattere la precarietà
Luciana Cimino
«I soldi si devono trovare, gli altri paesi Ue li hanno trovati»: La FLC CGIL va all’attacco del ministro dell’Istruzione Valditara, impegnato a trovare modi nuovi per fare campagna elettorale sugli studenti con background migratorio, e propone un piano per assorbire la precarietà nel comparto scuola e università. «In questo momento così cruciale la formazione è fondamentale per il futuro del Paese mentre vediamo, purtroppo, scarsa attenzione e consapevolezza da parte del Parlamento su questi temi», ha detto la segretaria generale FLC Gianna Fracassi, presentando in Senato la proposta «Zero precarietà» per la quale sono stati anche calcolati i costi: servono 8 miliardi, 4 in più a quelli che si spendono attualmente. «Non è un piano velleitario – chiarisce il sindacato – ma è possibile attraverso una programmazione seria, pluriennale con obiettivi misurati e misurabili». L’obiettivo, dice ancora la segretaria, è quello di «disegnare un’altra strada rispetto alle storture e ai tentativi ripetuti negli anni di privatizzare pezzi del sistema pubblico, depotenziare, mercantizzare».
Ad oggi sono oltre 250 mila i lavoratori precari tra docenti e Ata nelle scuole, mentre all’università è precaria la metà del personale. Il sindacato delle conoscenza della Cgil chiede quindi 20mila organici in più per la scuola dell’infanzia e 33mila per la primaria; per la scuola media il sindacato chiede un potenziamento delle attività laboratoriali nelle classi a 30 ore con compresenza nelle classi a tempo prolungato e autorizzazione di ulteriori 750 percorsi a indirizzo musicale, con un incremento di personale di 14 mila