La diversità linguistica in classe: una ricchezza, non un ostacolo
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Nel cuore del quartiere Arcella di Padova, l’Istituto Comprensivo della scuola Zanella ospita una classe unica nel suo genere. Con 21 alunni che parlano 20 lingue diverse, questa classe è un microcosmo di multiculturalità, a raccontarlo è il Corriere del Veneto. La preside dell’istituto sottolinea che “la lingua non è un ostacolo, ma una ricchezza”.
In un mondo sempre più globalizzato, la diversità culturale e linguistica è diventata una realtà quotidiana nelle nostre scuole. Questa classe di Padova è un esempio lampante di come l’inclusione scolastica possa funzionare, con alunni di origini italiane e straniere che coesistono e apprendono insieme, arricchendo l’ambiente scolastico con le loro diverse culture e lingue.
Tra gli alunni, c’è Adam, un italiano di seconda generazione con radici marocchine che parla cinque lingue, tra cui il berbero e l’arabo. Ci sono anche Angela dallo Sri Lanka e Miracle dalla Nigeria, ognuno con la propria lingua d’origine. Ester, con origini congolesi, parla quattro lingue, tra cui il litetela e il lingala. Inoltre, sono presenti in classe diversi dialetti italiani.
L’italiano funge da collante, ma senza sovrapporsi alle origini linguistiche degli alunni. Gli insegnanti ritengono fondamentale trattare la diversità linguistica dei ragazzi come la norma e non come un’eccezione.
Un’insegnante della scuola descrive come i ragazzi vivono questa diversità culturale: “Non ci trovano nulla di strano, per loro è normale”. Questo approccio, che vede nella diversità una ricchezza e non un problema, mostra le sue potenzialità già dalla scuola primaria.
Per gestire la diversità di apprendimento e trasformarla in una ricchezza di classe, gli insegnanti possono contare sul supporto di libri di testo innovativi. Uno di questi è “Incanto”, edito dal Gruppo Editoriale ELi, che propone un metodo innovativo per l’insegnamento della letto-scrittura, chiamato metodo fonematico-sillabico-animato. Questo metodo, pensato per le classi eterogenee, impiega tre approcci: fonematico, sillabico e animato, che aiutano i bambini a scoprire i fonemi della lingua italiana, il gioco “combinatorio” che porta dalle sillabe alle parole, e la memorizzazione e la comprensione attraverso storie animate.
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