FederIstruzione – UDISS: “Difendiamo OGGI la SCUOLA di domani”. Il 7 maggio andiamo a votare per il rinnovo del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione CSPI

“DIFENDI OGGI LA SCUOLA DI DOMANI” – Il 7 maggio andiamo a votare per il rinnovo del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione CSPI

Ne parliamo con il docente. Antonio Scarpellino candidato per la lista “FEDERISTRUZIONE-UDISS: “difendi OGGI la SCUOLA di domani” per la Scuola Secondaria di secondo grado (Lista XVI)

Il prossimo 7 maggio si vota, dopo diversi anni, per il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) l’ex
CNPI. Docenti, Dirigenti Scolastici e personale ATA sono chiamati a rinnovare le rispettive componenti del
massimo organo consultivo della Scuola. Sembra, tuttavia, che la cosa stia passando un po’ in sordina: non
un passaggio televisivo oppure un approfondimento sulle pagine dei quotidiani nazionali e, addirittura, pare
che tanti docenti – per non parlare del personale ATA – neanche sappiano dell’appuntamento elettorale.

A livello sindacale, la macchina elettorale si sta attivando e si spera possa smuovere una certa indifferenza
da parte del personale della Scuola. Ne parliamo con il docente. Antonio Scarpellino, candidato per la lista
“FEDERISTRUZIONE-UDISS: difendi OGGI la SCUOLA di domani” per la scuola Secondaria di secondo grado.

D.: Prof. Scarpellino, perché tanta indifferenza?
R.: Non credo sia un caso, probabilmente i grandi sindacati di stato sono i primi che vogliono “anestetizzare” i
docenti ed evitare il più possibile il cambiamento dello status quo o quantomeno evitare l’emergere di
posizioni sindacali “vere” e contrarie alle loro politiche di assuefazione alle logiche di partito.

D.: Ma una certa responsabilità l’avranno pure i suoi colleghi. Un po’ di autocritica non guasterebbe…
R.: Certamente. Ma si metta nei panni di un docente sfibrato da anni di precariato, graduatorie infinite,
corsi, corsetti e master vari per accumulare punti necessari per l’agognata immissione in ruolo, oppure il
tanto sospirato trasferimento. C’è da comprendere che ad un certo punto, anche involontariamente, si
tende a tirare i classici “remi in barca” e a guardare con disillusione ad un certo mondo istituzionale.

D.: Cosa si può fare per smuovere le acque?
R.: Innanzitutto andare a votare. Segnare con il rosso la data del 7 maggio sull’agenda e dare un voto di
protesta e di proposta alternativa a quella dei sindacati di stato che non rappresentano più i lavoratori. È l’unico modo.

D.: Queste sono le ragioni dalla sua candidatura al CSPI?
R.: Si, ma non solo. Noi della FEDERISTRUZIONE insieme al Prof. Giovanni Palomba dell’UDISS abbiamo
presentato le nostre liste per la Scuola superiore e la Scuola media proprio per dare un segnale ai tanti
colleghi rassegnati e insofferenti ai giochetti dei soliti sindacati. Vogliamo far sentire la nostra voce,
soprattutto ai sepolcri imbiancati del CSPI; rappresentare con forza le problematiche della scuola militante,
quella di chi ogni giorno avverte sulla propria pelle le difficoltà della professione.

D.: Sentiamola, dunque, questa voce. Qual è il vostro programma?
R.: Per i precari: la stabilizzazione mediante assunzioni in ruolo fino ad esaurimento di tutte le tipologie di
Graduatoria e la calendarizzazione fissa dell’aggiornamento delle GPS e delle GAE da effettuarsi sempre
nello stesso mese. Per i colleghi di ruolo: la cancellazione di tutti i vincoli che bloccano la mobilità; la
progressiva deburocratizzazione della professione mediante l’eliminazione degli adempimenti superflui; la
riproposizione della mobilità intercompartimentale; l’apertura della carriera attraverso una serie di
provvedimenti comprendenti il passaggio di ruolo automatico tra ordini di scuola per i colleghi in possesso
dei requisiti, incarichi di docenza universitaria e/o presso Enti formativi con esonero dal servizio, per i
docenti che abbiano titoli culturali e anzianità di servizio ventennale, concorsi a Dirigente Scolastico riservati
ai colleghi che per almeno quindici anni hanno rivestito ruoli nello staff del Dirigente.
Queste sono alcune delle nostre proposte che è possibile leggere sul nostro Programma pubblicato sul sito
scarpellino.com e su oggiscuola.com.

D.: Secondo Lei il CSPI è il luogo adatto per tali proposte? Non è solo un organo consultivo?
R.: In effetti, il CSPI è un organo consultivo che esprime pareri obbligatori e facoltativi, per cui a molti
docenti e non docenti può sembrare ininfluente ai fini delle classiche battaglie sindacali. Ma sarebbe
riduttivo pensarla in questo modo. È un luogo nel quale vale la pena esprimere con forza la nostra
professionalità forgiata da anni di precariato e di ruolo sempre sul campo, sempre a difendere la nostra idea
di Scuola. Per cui lo consideriamo un punto di partenza per poter tentare di restituire dignità ai docenti
mediante pareri forti e decisi, frutto di una reale consultazione con la base dei nostri iscritti.

D.: Tornando al Programma, siete contrari all’apertura estiva degli Istituti: per quale motivo?
R.: Noi siamo contrari al ruolo sussidiario e assistenziale assegnato alla Scuola da uno Stato che non riesce a
svolgere appieno la sua funzione sociale. Diciamolo senza ipocrisia: la Scuola aperta d’estate serve ai
genitori che per vari motivi, economici, organizzativi e altro non riescono a coniugare il lavoro con la
gestione dei figli. Complice, appunto, l’insufficienza di politiche di welfare sia a livello nazionale che locale.
Questa problematica non deve ricadere sull’istituzione scolastica, soprattutto quando i soldi che si vogliono
utilizzare sono quelli del MIM. In definitiva, si tengano pure aperte le scuole d’estate ma solo su base
volontaria e utilizzando fondi e risorse provenienti da altre fonti e non da quelle del nostro Dicastero.

D.: Altro forte diniego lo date nei confronti dell’obbligo scolastico fino ai 18 anni. Non vi sembra di andare
un po’ troppo controcorrente?
R.: Le rispondo come sopra: la Scuola non deve sopperire alle manchevolezze dello Stato e degli Enti Locali.
Chi come noi va a Scuola tutti i giorni sa perfettamente che in molti contesti le aule sono terreno di scontro,
purtroppo, tra insegnati e alunni demotivati. Questi ultimi non rifiutano la formazione, ma i tempi rigidi e
dilatati oltremisura che la Scuola, per rigidità burocratiche e normative, deve per forza di cose far rispettare.
Che senso ha trattenere per ore ed ore e per ulteriori due anni alunni e alunne che, invece, si sono orientati
o si stanno orientando al lavoro? Per questo noi diciamo NO all’obbligo d’istruzione fino ai 18 anni in favore,
invece, di un obbligo formativo ulteriormente esteso e orientato allo sviluppo di competenze da impiegare
nei settori produttivi scelti dai ragazzi e dalle ragazze. Non ci sembra di essere controcorrente, siamo solo
realisti. Non si combatte l’abbandono scolastico e la dispersione “ingabbiando” i ragazzi e le ragazze. Lo
Stato e gli Enti Locali devono fare il loro dovere, devono attivare più percorsi formativi flessibili e orientati al
lavoro in sinergia con le scuole che non devono diventare un megaparcheggio orario ingestibile. La
formazione va fatta con tempi e modalità diversi da quelli classici scolastici.

D.: Due brevi domande per due altrettanto brevi risposte. È favorevole alla Regionalizzazione della
Scuola?
R.: No, assolutamente. Si accentuerebbe il divario storico ed economico tra Nord e Sud.

D.: E all’istituzione di una classe di concorso solo per l’insegnamento di sostegno?
R.: No. Il docente di sostegno è innanzitutto un insegnante che ha svolto un percorso formativo che lo abilita
a svolgere questa professione, poi si è specializzato per lavorare sul sostegno. Ha il diritto di insegnare, dopo
un congruo numero di anni sul sostegno, la disciplina per la quale si è abilitato. Creare una classe di
concorso ad hoc significherebbe ingessare ulteriormente le sue competenze.

D.: Prof. Scarpellino, ha spazio per un ultimo appello
R.: È molto semplice! Cari colleghi e care colleghe il 7 maggio andate a votare le liste “FEDERISTRUZIONE-
UDISS: difendi OGGI la SCUOLA di domani” per la Scuola Secondaria di primo e secondo grado. Torniamo ad essere realmente protagonisti del nostro mondo e della nostra bella professione!

Redazione

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