La scuola dei talenti. Un libro di propaganda e un pericoloso manifesto di smantellamento della scuola statale
Di Massimiliano De Conca, tratto da “Articolo 33”
Non è usuale che un ministro si produca in uno sforzo saggistico-letterario durante il suo mandato: anche il precedente ministro, Patrizio Bianchi, si era esercitato con un saggio (Nello specchio della scuola. Quale sviluppo per l’Italia, Il Mulino 2020), ma il lavoro era uscito in luglio, prima della sua nomina. Allo stesso modo, Giuseppe Valditara, in piena campagna elettorale, nell’estate 2022, aveva dato alle stampe un manifesto programmatico della Lega in vista delle elezioni di settembre (È l’Italia che vogliamo. Il manifesto della Lega per governare il Paese, scritto in collaborazione col politologo Alessandro Amadori ed “arricchito” dalla prefazione di Matteo Salvini, Piemme) nel quale aveva tracciato in una quindicina di pagine (pp.130-147) il suo possibile piano per il dicastero che poi ha iniziato ad esercitare il 26 ottobre dello stesso 2022 (allargandosi anche a definire le linee per Università e Ricerca, Ministero di cui Valditara è stato sottosegretario ai tempi di Mariastella Gelmini).
Non si trattava certo di un testo profetico, perché perfettamente aderente all’ideologia della Lega. È invece vero che si tratta di una dichiarazione di intenti che sta pian piano attuando: si parla di “ridare efficacia alle sanzioni disciplinari” (p.139) responsabilizzando le famiglie (ricordate il Decreto Caivano?), ma anche di “cultura della regola” (p.142), di valorizzazione dei talenti attraverso e-portfolio (p.141), di orientamento dei talenti (pp.140-141 e p.148: fra i “consiglieri” è citato Giuseppe Bertagna, fautore del “doppio canale” e della riforma Moratti),