Personale scolastico all’estero: norma “elettorale” del governo che interviene sulla durata del mandato all’estero, caos e discriminazioni
Il 31 maggio 2024 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’atteso Decreto Legge annunciato nelle settimane scorse dal Ministro Tajani. L’art. 14 del Decreto Legge n 71 cambia la durata del servizio del personale scolastico italiano impegnato all’estero, dando la possibilità agli interessati di passare dagli attuali 6 anni a 9 anni per chi intende rinunciare al secondo mandato. Nella norma si specifica inoltre che quest’anno potrà usufruirne solo il personale impegnato nelle scuole europee (sono 27 i rientri previsti di cui molti già al nono anno) escludendo da tale possibilità il personale impegnato nell’ultimo anno di mandato nelle scuole italiane, nei corsi e nei lettorati all’estero (circa 200 persone). La ricaduta della norma, conferma la natura elettorale e clientelare del decreto legge che creerà confusione e discriminazione tra il personale all’estero e quello inserito nelle graduatorie.
La FLC CGIL pur ribadendo la necessità di riformare la modalità di espletamento e reclutamento del mandato all’estero, conferma la propria contrarietà in precedenza già espressa al MAECI, al decreto legge per le seguenti ragioni:
è stato licenziato dal governo senza alcun confronto con i sindacati firmatari del CCNL 2019/21 che rappresentano e conoscono le difficoltà quotidiane di chi lavora all’estero è stato pubblicato con colpevole ritardo, provocando un grave discrimine tra lavoratori in servizio all’ultimo anno all’estero a seconda che si trovino in servizio presso le scuole europee o nelle scuole italiane all’estero, corsi e lettorati, ignorando che la procedura di reclutamento è stata la