Il nazionalismo scolastico di Valditara
Collettiva.it
Il ministro Valditara ha deciso l’ennesimo colpo di mano sul sistema scolastico, istituendo quasi alla chetichella una commissione di “esperti di comprovata qualificazione scientifica e professionale” per elaborare proposte “volte alla revisione delle indicazioni nazionali e delle linee guida relative al primo e al secondo ciclo di istruzione”.
Praticamente di tutto il percorso scolastico, senza esplicitare le ragioni dell’urgenza e le motivazioni per la revisione ma, soprattutto, in base a quali indicazioni e finalità debba muoversi la commissione e quali siano le finalità.
Non è difficile intuire, dalle dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa e in coerenza con gli interventi precedenti del governo Meloni in materia di istruzione, una torsione verso un’idea di scuola che declina ideologicamente i processi di apprendimento, finalizzandoli a una formazione identitaria nazionalistica e all’addestramento al lavoro
Ne è la prova la composizione “uniforme” della commissione, sia per quanto riguarda la provenienza politico-culturale, fortemente identitaria, che il profilo professionale dei soggetti che ne fanno parte, tutti docenti universitari che fanno riferimento a una cultura pedagogica tutt’altro che progressista.
Si registra inoltre la totale assenza di coloro che nella scuola quotidianamente in questo ultimo decennio e più, hanno sperimentato sul campo Indicazioni nazionali e Linee guida, trasformandole in progettualità e azione educativo-didattica.
Si sbaglia il signor ministro se pensa che il coinvolgimento del mondo della scuola possa esaurirsi attraverso estemporanee e formali consultazioni o addirittura “a valle” di un processo che vede protagonista indiscussa la commissione e se pensa di poter impunemente stravolgere documenti ancora attuali e