Nidi: no all’albo per gli educatori dei servizi per l’infanzia

Roma, 22 luglio – L’articolo 4 della legge 55 del 15 aprile 2024 impone agli educatori dei servizi educativi per l’infanzia, quale requisito per l’esercizio della professione, l’iscrizione al costituendo albo degli educatori socio-pedagogici, i cui iscritti, insieme a quelli dell’albo dei pedagogisti (anch’esso in costituzione), andranno a costituire l’Ordine delle professioni pedagogiche ed educative.

Valutiamo negativamente l’istituzione dell’ennesimo Ordine professionale, che si va ad aggiungere al campionario – già ipertrofico rispetto al resto d’Europa – di istituzioni analoghe, e riteniamo assolutamente sbagliato l’obbligo di iscrizione all’albo per gli educatori operanti negli asili nido.

Tale scelta produrrà un duplice effetto: caricherà sugli educatori dei servizi dell’infanzia il costo di mantenimento dell’Ordine professionale e di tutte le sue immaginabili superfetazioni future e creerà una spaccatura nel percorso di unificazione del sistema integrato zero-sei.

A nostro avviso, questo secondo aspetto assume un profilo di particolare gravità perché interrompe il percorso virtuoso avviato con il decreto legislativo 65 del 2017 per la costituzione del sistema integrato zero-sei, allontanando gli educatori dal sistema dell’istruzione e confondendone il ruolo all’interno di un Ordine composto da figure professionali molto diverse tra loro.

Infine, preoccupano le possibili ricadute occupazionali: gli stringenti requisiti per l’iscrizione all’albo non riflettono la complessità dei percorsi d’istruzione che fino ad oggi hanno consentito l’accesso alla professione di educatore dei servizi alla prima infanzia, potenzialmente pregiudicando la prosecuzione dell’attività lavorativa di quel personale che fino ad oggi ha operato con titoli difformi da quelli previsti per l’iscrizione

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