Risoluzione Anti-gender del leghista Sasso: una deriva illiberale e antidemocratica

Mentre l’anno scolastico inizia tra vecchi e nuovi problemi, la maggioranza di governo trova tempo ed energie per intervenire anche su un tema come quello dell’orientamento sessuale e di un sano sviluppo psico-fisico.

Il testo della risoluzione va in direzione opposta a quella delle Linee guida nazionali “Educare al rispetto: per la parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le forme di discriminazione” infatti troviamo, ancora una volta, l’evocazione della fantasmatica “ideologia gender” tuttora priva sia di prove di esistenza che, di conseguenza, di validazione scientifica. Ulteriormente inaccettabile è la palese mancanza di rispetto per l’autonomia scolastica, sulla quale si pretende di intervenire imponendo scelte su cui le istituzioni hanno invece piena titolarità e la delegittimazione del ruolo del Collegio Docenti quando si prevede che per attivare una discussione aperta e condivisa debbano essere sempre coinvolti i genitori.

Consideriamo inopportuno il riferimento a Papa Francesco poiché si pone al di fuori dell’irrinunciabile principio della laicità dello Stato e delle sue istituzioni. La scuola ha invece l’obbligo di avere come riferimento la Costituzione Italiana a partire dall’articolo 3: è in tale prospettiva che evidentemente va rivolto ogni progetto educativo che intenda affrontare le tematiche relative alla relazionalità, al rispetto delle differenze, alla sessualità e all’orientamento di genere; progetto che in ogni caso dev’essere finalizzato alla promozione della libertà, della consapevolezza, della responsabilità contro ogni discriminazione. Tematiche sulle quali è d’obbligo un approccio attento, delicato e sommamente responsabile. A fronte

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