Nuovi tecnici e professionali 4+2, tanti soldi pubblici e pochi iscritti: ma è proprio un successo?
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Ci volevano la conoscenza della scuola italiana, l’equilibrio e anche l’arguzia di Reginaldo Palermo per commentare degnamente e senza alzare i toni le esternazioni del ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara e quelle della sua sottosegretaria Paola Frassinetti sugli esiti delle iscrizioni alla “filiera 4+2”. Per raccontare questa ordinaria vicenda di interpretazione al contrario dei dati basterebbero i dati stessi. Lascio da parte i calcoli della Flc-Cgil che fa notare come 628 percorsi attivati per 5.449 iscritti producano 8,6 alunni per classe. In questo caso ci rallegreremmo per la fine, pur parziale, delle classi-pollaio, ammesso che si varino norme in deroga della normativa esistente sul numero di alunni per classe. Ma qui siamo nell’ambito delle possibilità.
Ragiono invece sui dati ufficiali, che ogni cittadino può trovare sul sito del Ministero e mi limito a quelli, lasciando perdere le numerose osservazioni sul contenuto della “riforma”. Parto
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