Scarpellino – FederIstruzione: ‘Il nuovo sistema di valutazione dei Dirigenti Scolastici è solo un atto di facciata”

Con il D.M. del 21 febbraio 2025 n. 28, il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha avviato un nuovo Sistema Nazionale di Valutazione dei risultati dei Dirigenti Scolastici, previsto dall’anno scolastico 2024/2025. Sebbene l’intento di garantire una valutazione uniforme e trasparente sia lodevole, ci sono diversi aspetti critici che meritano attenzione. Vediamo quali.

1. Obiettivi e Indicatori: una visione limitata.
Il nuovo Sistema si propone di stabilire obiettivi generali e specifici, misurabili attraverso indicatori. Tuttavia, la dipendenza da dati quantitativi potrebbe non riflettere adeguatamente la complessità e la diversità delle multiformi realtà scolastiche. La valutazione oggettiva è fondamentale, ma non può prescindere da una visione olistica che consideri anche fattori qualitativi e contestuali.

2. Integrazione delle specificità territoriali: un’Illusione?
È positivo che i Direttori degli Uffici Scolastici Regionali possano integrare obiettivi nazionali con specifici obiettivi regionali. Tuttavia, rimane da vedere quanto questa integrazione sarà realmente efficace e se non si tradurrà in un appesantimento burocratico. La vera sfida sarà garantire che le specificità territoriali non vengano solo menzionate, ma realmente incorporate nel processo di valutazione.

3. Processo di Valutazione e piattaforma digitale, i rischi della digitalizzazione.
Il sistema prevede una piattaforma digitale per gestire la valutazione. Sebbene la digitalizzazione possa semplificare i processi, c’è il rischio che diventi un atto fine a se stesso, trascurando la necessità di un’interazione umana significativa. La tecnologia deve servire a migliorare il processo, non a sostituire il giudizio critico degli esperti educativi.

4. Contraddittorio e Conciliazione: un vero ed equo strumento di giustizia?
La possibilità di richiedere un riesame della valutazione è un passo positivo. Tuttavia, la reale efficacia di questo meccanismo dipenderà dalla trasparenza e dall’imparzialità del processo di valutazione. È fondamentale che i dirigenti scolastici possano contare su un sistema di conciliazione equo e accessibile.

5. Accompagnamento, Formazione e necessità di investimenti reali.
Il MIM ha promesso azioni informative e formative per supportare l’introduzione del nuovo sistema. Tuttavia, è essenziale che queste azioni non siano solo formali, ma accompagnate da investimenti concreti e risorse adeguate. Senza un vero sostegno, la transizione rischia di essere inefficace.

L’opinione del Segretario Generale della FederIstruzione

Antonio Scarpellino, Segretario Generale della FederIstruzione, ha sottolineato che “Una vera valutazione dei Dirigenti Scolastici dovrebbe avvenire da parte dei Docenti e del personale ATA presente nelle scuole da loro dirette. Inoltre, mentre il personale docente è costantemente giudicato dalle famiglie, perché non lo dovrebbero essere anche gli stessi D.S.?”. Questa osservazione pone in evidenza l’importanza di un approccio inclusivo e partecipativo per una valutazione, che coinvolga tutti gli attori della comunità scolastica.

Verso una valutazione efficace

Il nuovo Sistema Nazionale di valutazione dei Dirigenti Scolastici rappresenta, certamente, un passo significativo verso una maggiore trasparenza e oggettività. Tuttavia, affinché sia veramente efficace, è necessario affrontare le criticità sopra descritte e garantire che il processo di valutazione sia realmente inclusivo e rappresentativo delle diverse realtà scolastiche. Solo così si potrà migliorare la qualità dell’istruzione in Italia, altrimenti si rischia che tutto resti un ennesimo, mero, atto formale e di facciata.

Segretario Generale FederIstruzione

Antonio Scarpellino

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