Sostegno scolastico: cresce la protesta dei docenti precari contro il DL 71/2024

Il mondo della scuola torna in fermento. La recente riunione del Collettivo Docenti di Sostegno Specializzati (CDSS), tenutasi il 17 febbraio 2025, ha acceso i riflettori su una situazione sempre più complessa per i docenti precari di sostegno. Al centro della discussione, il Decreto Legge 71/2024 e le sue implicazioni sull’inclusione scolastica.

Sfida alla precarietà: il grido d’allarme dei docenti di sostegno

Nel corso dell’incontro, il CDSS ha espresso forte preoccupazione per l’assenza di misure efficaci a tutela dei docenti precari, denunciando un calo della fiducia nei confronti dei sindacati. In particolare, il DL 71/2024 (artt. 6, 7 e 8) viene visto come un colpo duro all’inclusione scolastica, con un impatto negativo sia sulla stabilità lavorativa degli insegnanti che sulla qualità dell’istruzione per gli studenti con disabilità.

Occupazione e precariato: i numeri della crisi

Il Collettivo ha presentato dati allarmanti: su 66.000 docenti di sostegno nella classe di concorso ADSS, ben 23.500 risultano disoccupati. Una situazione destinata a peggiorare con l’attivazione dei corsi Indire, che potrebbero aumentare il numero di precari senza un effettivo inserimento stabile nel mondo del lavoro. La richiesta di trasparenza sui dati ufficiali è rimasta inascoltata dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), con l’unica eccezione dell’Ufficio Scolastico del Friuli Venezia Giulia.

Mobilitazioni e richieste ai sindacati

La discussione ha visto il confronto tra i rappresentanti sindacali, che hanno ribadito l’importanza di un’azione unitaria. Tuttavia, emergono divergenze sulle strategie da adottare: se alcuni sostengono la necessità di unire tutte le categorie della scuola in un’unica mobilitazione, altri evidenziano l’urgenza di iniziative specifiche per il sostegno. Tra le proposte avanzate:

  • Manifestazioni nazionali con ampia partecipazione;
  • Petizioni europee e ricorsi contro il DL 71/2024;
  • Pressioni sul Parlamento Europeo e interrogazioni parlamentari.

Continuità educativa: una questione irrisolta

Uno dei punti più contestati riguarda la continuità educativa. I docenti presenti ritengono che essa possa essere garantita solo attraverso stabilizzazione e immissioni in ruolo, e non tramite misure temporanee o contratti a tempo determinato. Il principio di contitolarità, sancito dalla Legge 104/1992, viene rivendicato come base per un sistema inclusivo e giusto.

Prossimi passi e attese future

La riunione si è chiusa con la decisione di pianificare un nuovo incontro per monitorare gli sviluppi e valutare ulteriori azioni. Intanto, il Collettivo si dice pronto a portare avanti una battaglia che non riguarda solo i docenti, ma l’intero sistema scolastico e il diritto all’istruzione inclusiva per gli studenti con disabilità.

Resta da vedere se le istituzioni daranno ascolto a queste richieste o se la protesta si trasformerà in una mobilitazione di più ampia portata.

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