Stipendi scuola: Aumenti ingiusti per ATA e DSGA

L’ARAN annuncia con toni trionfalistici che gli stipendi della scuola siano aumentati di 400 euro al mese, ma omette un dettaglio fondamentale: tale incremento è spalmato su tre tornate contrattuali (2019-2027). Un arco temporale lunghissimo, che erode il potere d’acquisto e rende il tutto una presa in giro. Un aumento che, in altri comparti del settore privato (bancari o metalmeccanici solo per un esempio), si sono visti assegnati in un solo rinnovo contrattuale!
Il peggiore CCNL della pubblica amministrazione
Il contratto della scuola rimane il più penalizzante della PA, soprattutto per il personale ATA e i DSGA. Non solo i nostri aumenti sono diluiti in quasi un decennio, ma continuiamo a subire discriminazioni rispetto ad altri comparti:
- Niente buoni pasto, a differenza di tutti gli altri settori pubblici, comprese le funzioni locali.
- Niente incrementi salariali extra CCNL, che invece hanno ottenuto settori come sanità (con i decreti Covid) e funzioni centrali (vedasi il recente decreto legge sulla Pubblica Amministrazione) attraverso disposizioni legislative dedicate.
- Zero possibilità di incarichi retribuiti, a differenza dei docenti, che possono beneficiare di ore eccedenti per tutto l’anno, progetti da bilancio, incarichi di orientamento, collaborazioni con i DS.
- Obbligo di presenza anche nei periodi di sospensione delle lezioni, mentre il personale docente ha la possibilità di gestire il proprio tempo in modo più flessibile.
Dati alla mano
Dal documento ARAN emerge chiaramente che:
- La scuola ha ottenuto un incremento medio mensile di 400 euro lordi in tre tornate contrattuali.
- La sanità ha visto aumenti di 530 euro (di cui 113 euro extra CCNL), con una crescita salariale del 21,08% più gli aumenti ottenuti a seguito di provvedimenti legislativi “spot”.
- Le funzioni centrali hanno ricevuto 562 euro di aumento complessivo (20,43%) più gli aumenti derivanti dalla perequazione con le Agenzie.
- Il comparto istruzione e ricerca è fanalino di coda con una crescita del 16,57%, inferiore persino all’inflazione del periodo (25,4% dal 2016 al 2027), meno delle Funzioni Locali che, ricordiamo, percepiscono i buoni pasto che a noi vengono ancora negati.
Basta ingiustizie! Ora serve una protesta forte!
È inaccettabile che il personale amministrativo e tecnico della scuola continui a essere trattato come un settore di serie B. Apriamo subito una stagione di mobilitazione e pretendiamo la revisione immediata del peggior CCNL della Pubblica Amministrazione!
Facciamoci sentire! Condividiamo e uniamoci per difendere i nostri diritti!
Dal canale Telegram Noi…Dsga
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