La scuola superiore è un viaggio pieno di sfide, successi, momenti di crescita personale, ma anche di rallentamenti, momenti di stallo. Sono molti gli studenti che si trovano a vivere un calo di motivazione nel corso del percorso, in particolare intorno alla terza o quarta superiore. Dopo l’entusiasmo iniziale del primo biennio e con la maturità ancora apparentemente lontana, il percorso scolastico può sembrare un cammino faticoso e senza stimoli.

Da cosa dipende questo fenomeno? Perché agli occhi degli adulti sembra inspiegabile proprio quando ci si sta avvicinando la fine?

Le cause sono molte e diverse per ogni studente, ma ci sono delle ragioni che tendono ad essere frequenti.

Dopo due, tre anni, il sistema scolastico diventa prevedibile: verifiche, interrogazioni, compiti a casa. La ripetitività può portare noia e una percezione di stagnazione. Spesso tale percezione subentra in una fase della vita in cui si aprono nuovi interessi, nuovi orizzonti, almeno idealmente e la vita routinaria, che di fatto è cominciata dalla primaria, comincia a stare stretta. La maturità sembra ancora lontana e, senza una meta concreta a breve termine, l’impegno scolastico può perdere di significato.

Molti studenti cominciano ad avere consapevolezza della strada intrapresa e per molti di essi compaiono dubbi circa la sensatezza o meno di proseguire su un terreno lontano ed estraneo dalle proprie inclinazioni e i propri interessi. Non dimentichiamo che sono molti i ragazzi e le ragazze che frequentano un percorso di scuola superiore scelto o fortemente suggerito dai propri genitori. Quella scelta, un po’ subita a quattordici anni perché non c’era la maturità o la forza per farne una differente, per molti sembra non essere più sostenibile.

Non va trascurato il fatto che con il trennio gli argomenti diventano più complessi, i professori più esigenti e la pressione cresce. Alcuni studenti iniziano a dubitare delle proprie capacità, perdono la fiducia in se stessi e sentono di non avere la forza e la determinazione per sostenere le richieste e rispondere alle aspettative.

Inoltre, in terza e quarta superiore, si comincia a parlare di futuro, di università, lavoro, scelte di vita. Questo spesso genera ansia e incertezza, specialmente in chi non ha ancora le idee chiare sul proprio percorso e ha la sensazione di deludere le aspettative di familiari, amici e, a volte, insegnanti, che si aspettano delle risposte e un progetto di vita più definito

Come far fronte a tale situazione senza mettere a rischio il percorso o viverlo in uno stato di malessere continuo?

Darsi degli obbiettivi personali: anche se la maturità è distante, fissare traguardi intermedi aiuta a mantenere alta l’attenzione. Può trattarsi di migliorare in una materia specifica, ottenere un certo voto o sviluppare nuove competenze. Cercare, il più possibile, di uscire dal loop dello studio finalizzato esclusivamente all’interrogazione e al compito in classe. Capire e farsi aiutare a capire come ciò che si studia può essere utile nella vita quotidiana o nel futuro professionale consente di dare un senso diverso all’impegno scolastico. Un insegnante appassionato, un libro illuminante o un’attività extrascolastica possono riaccendere la curiosità e la voglia di mettersi in gioco.

Variare il metodo di studio: studiare sempre nello stesso modo può diventare noioso. Esplorare nuove strategie, come mappe mentali, video didattici o gruppi di studio, può rendere l’apprendimento più stimolante. Man mano che la mole dei contenuti aumenta il modello “leggi e ripeti”, tanto caro alla nostra scuola, perde di senso e, soprattutto, nel confronto tra fatica e risultato ne esce sconfitto.

Fare una valutazione critica circa l’opportunità o meno di un cambio scuola: spesso il cambio più che il risultato di attente analisi è una fuga da una situazione che sta stretta e che sembra non essere più sostenibile. Il cambio nel triennio può risultare particolarmente difficile sia per la necessità inevitabile di colmare lacune e mettersi in pari in tempi molto brevi sia per l’aspetto relazionale. Il gruppo classe è consolidato così come le dinamiche insegnanti e studenti e inserirsi non è sempre facile.

Non dimenticare mai di prendersi cura del proprio benessere: la stanchezza e lo stress influenzano la motivazione. La libertà che si è man mano acquisita crescendo si traduce spesso in nottate al pc o al cellulare, nell’abbandono di attività sportive o di attività extrascolastiche con conseguenze non irrelevanti per l’equilibrio mentale e fisico.

Il calo di motivazione è una fase transitoria, un segnale che il percorso scolastico richiede una nuova direzione. Non è un fallimento, ma un’opportunità per conoscersi meglio, per riscoprire la passione per l’apprendimento e per costruire un futuro che rispecchi i propri desideri. La scuola è un viaggio, non una destinazione. Un viaggio in cui non si è soli. Molti studenti affrontano le tue stesse sfide e tutti hanno la forza e le risorse per superarle anche se non ci sembra. Non bisogna avere paura di chiedere aiuto, per imparare ad esplorare nuove strade al fine di credere maggiormente in se stessi e per affrontare le sfide che il futuro ci riserva.