CCNL “Istruzione e Ricerca” 2022-2024: presentato il quadro delle risorse economiche

Si è svolta oggi, 26 marzo, la riunione tra ARAN e sindacati con all’oggetto la ricognizione delle risorse stanziate per il rinnovo del CCNL “Istruzione e Ricerca” 2022/2024.

Le risorse disponibili, come prevedibile, sono solo quelle stanziate dalle leggi di bilancio degli scorsi anni per un aumento complessivo delle retribuzioni pari al 5,78% dal 2024, a cui si somma un ulteriore 0,22% sul salario accessorio dal 2025, per un totale complessivo del 6%. 

Gli aumenti medi mensili prospettati sono di:

142 euro per il settore Scuola; 141 euro per il settore Università; 173 euro per il settore Afam; 211 euro per il settore Ricerca. 

Si tratta di aumenti del tutto inadeguati poiché per tutelare le retribuzioni del personale del comparto occorrerebbero aumenti medi di almeno 400 euro mensili, stante il livello di inflazione raggiunto nel triennio di riferimento che va oltre il 17%.

Peraltro quasi il 60% degli aumenti in oggetto sono già stati attribuiti unilateralmente sotto forma di anticipazione, ovvero come indennità di vacanza contrattuale “maggiorata” (mediamente circa 80 euro mensili). Ne deriva che gli aumenti effettivi che i lavoratori si vedranno attribuire in busta a fine trattativa saranno poco più di 60 euro medi mensili.

Non possiamo arrenderci a questa prospettiva, una vera e proprio ingiustizia nei confronti di lavoratori e lavoratrici che ogni giorno fanno funzionare scuole, università, enti di ricerca e istituti di alta formazione. È proprio di questi giorni la notizia (fonte OIL-ILO) secondo cui le retribuzioni

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