Nuove Indicazioni

“NUOVE INDICAZIONI”
Tenue apertura al Novum, disconoscimento delle radici, processione senza mete

di Gabriele Boselli

In sostanziale continuità con i documenti programmatici ministeriali degli ultimi trent’anni, quel che si legge sinora appare un condensato DeepSeek di luoghi comuni tratti dalle Indicazioni precedenti.

Vent’ anni dopo le Raccomandazioni Bertagna del 2004, generoso quanto vano tentativo di interruzione della stratificata egemonia aculturale della pseudo-sinistra trasteverina purtroppo finito nella tristezza degli OSA, si profila ora da destra un nuovo tentativo di scrittura della carta formalmente basilare della scuola italiana. In sostanziale continuità con i documenti programmatici ministeriali degli ultimi trent’anni, anche per i nuovi signorotti di Trastevere non è considerato necessario un discorso critico sul passato prossimo e sul presente; contano gli obiettivi oggettivamente riscontrabili a breve. Quel che si legge sinora sembra un condensato prodotto con DeepSeek di luoghi comuni tratti dalle (peraltro non migliori) Indicazioni precedenti. Espressione le vecchie Indicazioni di un non-pensiero tecnocratico, nonostante le 154 pagine quelle in scrittura difettano ugualmente di profondità culturale.

Cose buone e loro presumibile inattivazione

Occorre riconoscere che i ministeriali di area post-fascista, o tecno-fascista (1) o trumpiana che dir si voglia, come del resto gli appartenenti alla sorta di sinistra che è stata al governo di quella che fu la Pubblica Istruzione dagli anni novanta, sono capaci -come si disse di Mussolini- di fare anche cose buone. Una, recente, è stata ad esempio la riemersione dello studio della lingua latina dalle catacombe ove aveva dovuto rifugiarsi per le persecuzioni degli indegni eredi di Gramsci, Marchesi e Togliatti.

Alcuni tratti pedagogici delle Indicazioni in uscita possono invero essere condivisi. Valida l’idea gentiliana (fonte non citata poiché ancora politicamente maledetta) del Maestro con la maiuscola, autorità e autorità magis strata, posta sopra ogni burocrazia didatticistica ed espressione diretta della sua umanità nonché della cultura e della scienza. Valida l’idea di scuola come luogo di istruzione ed educazione insieme, spazio in cui il cenno magistrale addita agli alunni la strada per una bella avventura culturale e una vita felice nel rispetto degli altri e di se stessi. Autorità come aiuto al giovane nel divenire in autonomia autore della propria assunzione di forma intellettuale ed affettiva. Buona anche l’attenzione alle forme e ai contenuti disciplinari.

Peccato che, dopo qualche cerimoniale dichiarazione di principio, si affondi nelle sabbie mobili delle pratiche di scansione in obiettivi iperdefiniti e tendenti a costringere gli atti di docenza e di educazione in esoscheletri che mortificano il soggetto e il suo sapere. A una prima lettura dei “Materiali” il documento non supera il doppio muro di cemento consolidato in tanti anni di non-cultura e non-pedagogia ministeriale e la prevalenza ancora schiacciante degli obiettivi fa ignorare le radici e distogliere la sguardo dalle mete e dal novum che è in tensione sotto la superficie degli eventi.

Osservazioni per il 2035

Nei “Materiali per il dibattito pubblico” attualmente a disposizione imperano ancora una volta i codici sintagmatici del non-pensiero. In prospettiva delle Indicazioni del 2035, anno in cui potrei non essere più di questo mondo, propongo alcune osservazioni di attenzione a parte degli snodi concettuali di quell’antico novum (antico come genesi, novum perche se n’era perduta la memoria) che fra dieci anni farà nuovamente parte del notum.

Lingua italiana

La lingua italiana non è un meccano; è il mondo, è la luce (Rosenzweig) che ci rivela l’essenza di noi stessi, dell’Altro e delle cose. E’ la musica che sostiene il nostro pensare e sentire.

Storia

Si supera fortunatamente l’approccio oggettivistico pseudo-fattuale delle ultime Indicazioni e la si propone come racconto, sapere narrativo, ermeneutica degli eventi, continuità con gli erlebnis avrebbero scritto se avessero letto Husserl o Goffmann. Vi si respira inoltre, più che l’Occidente, l’occidentalismo, si avverte una certa incapacità di pre-comprendere e di capire le culture altre.

Lingua latina e linguaggi informatici

La mia generazione si è avvicinata a tutte le discipline attraverso le strutture sintattiche della lingua latina, lingua-matrice di ogni conoscenza occidentale. Per le nuove generazioni il posto della lingua matrice rischia di essere l’inglese. I linguaggi dell’intelligenza artificiale, gli stessi LLM, senza una qualche conoscenza del logos latino restano linguaggi alieni: e’ il latino nascosto nella struttura profonda delle lingue neolatine a rivestire un ruolo essenziale nell’universo semiotico occidentale. La conoscenza (e non certo la sola competenza cara agli incolti “esperti” MIUR degli ultimi trent’anni) di strutture e funzioni della lingua ufficiale delle origini d’Europa è accesso all’unico vero sistema di comunicazione che può decodificare e relazionare appieno i sistemi di segni e i linguaggi dell’ A.I.

In conclusione

Quanto al novum, oggi costituito principalmente dai rivolgimenti geopolitici e dall’intelligenza artificiale, prevalgono nei “Materiali” atteggiamenti di diffidenza e di critica.

E’ vero che il nuovo corpo docente e dirigente della scuola italiana è stato selezionato in base alla capacità di mettere le crocette al posto giusto nei questionari dei concorsi ma da questi processi si selezione inversa sono riuscite a filtrare anche persone di valore, mediamente più colte e aperte al novum degli estensori di questo abbozzo indicazioni. Insegnanti e dirigenti di solida cultura leggeranno si queste carte ministeriali ma ne sorrideranno. Fortunatamente il nuovo tentativo del potere di turno di imporre a una istituzione di alta cultura come la scuola italiana un documento aculturale anche questa volta, come negli ultimi venti-trent’anni, non avrà alcun apprezzabile esito.

Il potere, più che sui documenti ufficiali o ufficiosi (le Indicazioni per ora sono solo “Materiali”) si esprime attraverso i dispositivi di imbonimento e addestramento alla messa in funzione. E’ presumibile che il MIM farà di tutto per preparare specifici programmi di AI e che per condurre il dispositivo di propaganda saranno chiamati solo personaggi di stretta osservanza, senza alcun inquinamento da parte di liberi studiosi.

Per questo bene la critica dei documenti, che comunque hanno un qualche (leggero) peso, ma la vigilanza democratica -dopo il sonno trentennale- dovrà attuarsi prossimamente nella critica alle procedure dette di “formazione in servizio” in realtà, come sempre, di propaganda e addestramento. Addestramento temo, questa volta più efficace poichè sostenuto da algoritmi e strumentazione informatica di orientamento e controllo.


1) Asma Mhalla Tecnopolitica ADD ed. 2025

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