Scuola: il caso del Liceo Minghetti di Bologna arriva in Parlamento

Bologna – Il diritto di esprimere il proprio pensiero è ancora garantito nelle scuole italiane? È questa la domanda che scuote l’opinione pubblica dopo il caso del Liceo Minghetti di Bologna, dove alcuni studenti sono stati denunciati e sanzionati disciplinarmente per aver partecipato a un’occupazione studentesca il 18 marzo.

Secondo quanto dichiarato dall’On. Elisabetta Piccolotti di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), gli studenti avevano organizzato la protesta per discutere temi di grande rilevanza sociale e politica, tra cui il piano europeo di riarmo, il Ddl Sicurezza, la riforma Valditara e il genocidio a Gaza. Tuttavia, la risposta della dirigenza scolastica è stata dura: denunce e provvedimenti disciplinari.

Indignazione e mobilitazione: migliaia di firme a sostegno degli studenti

La reazione non si è fatta attendere. Il provvedimento ha suscitato un’ondata di indignazione tra studenti, docenti e cittadini, generando una raccolta firme che ha ottenuto migliaia di adesioni in poche ore. L’episodio ha riacceso il dibattito sulla libertà di espressione nelle scuole e sul diritto degli studenti di manifestare senza temere conseguenze repressive.

Interrogazione parlamentare: la politica chiede chiarezza

In risposta a questa vicenda, la deputata Piccolotti ha annunciato un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. L’obiettivo è quello di fare chiarezza sulla legittimità delle azioni intraprese dalla dirigenza scolastica e ribadire che la scuola deve essere un luogo di formazione e dialogo, non di paura e repressione.

“La scuola deve educare al confronto, non al timore delle conseguenze per chi esprime le proprie opinioni. Esprimiamo solidarietà agli studenti colpiti e invitiamo tutte le forze democratiche a vigilare su questa vicenda”, ha concluso la deputata di AVS.

Libertà di espressione e scuola: un tema sempre più caldo

Il caso del Liceo Minghetti non è isolato. Negli ultimi anni, episodi simili hanno sollevato interrogativi sulla gestione del dissenso nelle istituzioni scolastiche. La questione è chiara: le scuole devono essere luoghi di crescita e confronto o rischiano di trasformarsi in ambienti repressivi?

Mentre si attende la risposta del Ministro Valditara, il dibattito è aperto e la mobilitazione continua. La libertà di parola degli studenti è davvero in pericolo?

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