Appello dei Precari della Scuola a Giorgia Meloni: “Stabilizzazione Subito!”

Il recente Decreto Scuola, approvato dal Consiglio dei Ministri, non offre una soluzione al problema del precariato scolastico. Secondo il Comitato Precari Uniti per la Scuola, il provvedimento non rispetta le promesse elettorali della coalizione di Centro-Destra e lascia ancora una volta migliaia di insegnanti senza prospettive di stabilizzazione.
Precari esclusi e mancate soluzioni
Le misure previste dal decreto sembrano favorire solo alcuni idonei dei concorsi PNRR, senza trasformare le graduatorie in liste a esaurimento, come accaduto per il concorso ordinario del 2020. Inoltre, il decreto ignora completamente i precari storici, nonostante l’Unione Europea abbia avviato procedure d’infrazione contro l’Italia per l’abuso di contratti a termine.
Il Comitato sottolinea come il mancato riconoscimento dei diritti di questi lavoratori non solo rappresenti un tradimento delle promesse fatte in campagna elettorale, ma rischi anche di tradursi in pesanti sanzioni economiche per lo Stato italiano.
Richiesta di un incontro con Giorgia Meloni
Per questo motivo, il Comitato Precari Uniti per la Scuola ha lanciato un appello diretto alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, chiedendo un incontro urgente con una delegazione di docenti. L’obiettivo è discutere di una riforma del sistema di reclutamento e avanzare proposte concrete per risolvere definitivamente il problema del precariato.
Le proposte del Comitato
Il Comitato ha delineato una serie di richieste precise da includere nella conversione in legge del Decreto Scuola:
- Trasformazione delle graduatorie del concorso PNRR1 in graduatorie a esaurimento, come avvenuto per il concorso ordinario 2020.
- Stop ai concorsi PNRR, utilizzando le graduatorie degli idonei già esistenti per le immissioni in ruolo.
- Introduzione di un doppio canale di reclutamento, con assunzioni tramite GPS per i precari storici e gli idonei PNRR.
- Revisione della normativa sulla formazione, per permettere a tutti i precari di accedere ai percorsi abilitanti e riacquistare i diritti lavorativi persi.
Il Parlamento ha ancora la possibilità di intervenire
Il Governo ha ancora la possibilità di correggere il tiro: l’iter parlamentare per la conversione in legge del decreto è l’occasione giusta per introdurre modifiche sostanziali. I precari della scuola chiedono risposte immediate e un intervento legislativo che finalmente dia loro stabilità e sicurezza per il futuro.
Il tempo stringe: il Parlamento saprà ascoltare il grido d’allarme di migliaia di insegnanti precari?
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