Femminicidi, Cecchettin: se siete ricattate ditelo a un docente o un’autorità, a scuola un’ora a settimana d’educazione alle relazioni

Gino Cecchettin non ha dubbi: una ragazza ricattata da un coetaneo non deve subire in silenzio, ma denunciare, anche rivolgendosi a un’autorità o a un proprio insegnante. Commentando i due femminicidi ravvicinati di Sara Campanella e Ilaria Sula, il padre di Giulia, anche lei rimasta senza vita per mano del suo ex fidanzato, ha detto al Corriere della sera che “ogni ricatto non è segno d’amore, mai, è una forma forte di violenza, perché genera nell’altra persona un senso di colpa che intrappola. Davanti a un ricatto rivolgetevi a un’autorità, a un docente, alle forze dell’ordine”.

Secondo Gino Cecchettin, anche gli ultimi terribili casi di femminicidio, accaduti a Messina e Roma, “non sono casi isolati: si tratta di un male ben radicato nella nostra società che ancora crede nel possesso e crede che l’amore sia ‘tu sei mia e se non sei mia non puoi essere di

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