Ma all’epoca dei social e della IA, si può ancora comunicare con il bacio?
Il 13 aprile si è celebrata l’International Kissing Day, una delle giornate mondiali dedicate al bacio. La ricorrenza è stata istituita nel 1990 in Gran Bretagna, per ricordare uno dei baci più lunghi della storia: quello di una coppia thailandese durato 46 ore, 24 minuti e 9 secondi.
Se i contatti virtuali, nonostante la fine della pandemia, continuano a rallentare le frequentazioni sentimentali reali, cosa può comunicare “il bacio”? Nella sua semplicità, spesso rendiamo questo gesto quasi banale, ma sia a livello interculturale, sia all’interno della cultura occidentale, riveste una molteplicità di significati, specie negli anni dell’adolescenza: consente con tenerezza di vincere resistenze psicologiche e di sentire e scoprire sé stessi e l’altro attraverso odori, sapori e fisicità. Consente di vivere il mondo dell’affettività in una maniera sana, facendo scintillare il cuore come un fuoco d’artificio di emozioni. Emozionarsi! Forse è proprio questo uno dei problemi su cui dovremmo riflettere: