Se l’IA fa anche la psicologa: 1 giovane su 6 la usa ogni giorno per chiedere consigli sul benessere mentale
Economica (almeno finora), sempre disponibile, non giudicante e (si spera) discreta. L’Intelligenza Artificiale per le nuove generazioni non è solo una “spara-compiti” universale, ma sta assumendo sempre di più anche i contorni di una entità con cui confrontarsi quotidianamente sui problemi della vita.
A rivelarlo è un’indagine di Skuola.net su un campione di 2.000 giovani tra gli 11 ed i 25 anni. Che segnala come il 15% di loro abbia ammesso di utilizzare ogni giorno una delle varie “intelligenze” disponibili – da ChatGPT a Replika, passando per Youper – per confidarsi, sfogarsi e chiedere consigli personali.
Se, poi, estendiamo la platea includendo coloro che hanno un rapporto almeno settimanale con “Chat”- questo ormai il soprannome amichevole con cui le IA vengono chiamate – in funzione di amico-psicologo si sale al 25% del totale.
Con un denominatore comune: l’esigenza di ottenere un punto di vista imparziale