Dalla lezione frontale al compito autentico. Strategie per una didattica attiva

Cambiare, innovare, sperimentare: parole che ricorrono con insistenza nel lessico educativo del nostro tempo, parole che evocano desideri di trasformazione e promesse di futuro. Eppure, accanto a queste aspirazioni, la realtà scolastica continua a mostrarsi ancorata a modelli tradizionali. Nonostante i progressi delle neuroscienze, che ci restituiscono un’immagine complessa e dinamica dell’apprendimento, la scuola resta spesso imprigionata nella lezione frontale, nei compiti per casa, nelle verifiche scritte e nelle interrogazioni orali come strumenti principali di valutazione.

È come se il cambiamento fosse auspicato da tutti, ma realizzato da pochi. La didattica innovativa entusiasma nei convegni, colpisce nei documenti ministeriali, affascina nei corsi di formazione, ma fatica a penetrare nelle aule e, ancora di più, nelle abitudini delle famiglie, spesso le prime a opporre resistenza al nuovo. Eppure la vita ci insegna che l’immobilismo educativo ha un prezzo fatto di scuole che non riescono a intercettare

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