“Siamo numeri, non persone”: la mia esperienza di docente perdente posto

Gentile redazione,
mi chiamo Anna Binetti, sono docente titolare della classe di concorso A031 e insegno da 10 anni nella scuola superiore a Milano. Scrivo per condividere la lettera che ho indirizzato, il 4 luglio, all’Ufficio scolastico di Milano e che riguarda la mia esclusione dalla mobilità condizionata AS 2025/26 come docente soprannumeraria e la successiva assegnazione della cattedra che avrebbe potuto consentire il mio rientro.
Chiedo cortesemente se poteste prendere in considerazione la pubblicazione della mia testimonianza e, se possibile, fornire un parere da parte di un esperto in diritto scolastico. Sto presentando la mia vicenda a più siti online, perché ho bisogno di capire e non posso restare ferma e accettare passivamente una decisione che considero inutile e penalizzante.
Il mio caso
Fino all’anno scolastico 2023/24 ero in servizio presso l’Istituto di Istruzione Superiore “Lagrange” di Milano. A seguito di contrazioni nell’organico, sono stata dichiarata perdente posto e, come previsto dalla normativa vigente, assegnata d’ufficio presso un’altra scuola.
Dopo la pubblicazione degli esiti della mobilità condizionata 25/26, ho scritto all’UST di Milano in data 23 maggio 2024, chiedendo chiarimenti e contestando la mancata riassegnazione alla mia sede di titolarità, nonostante la disponibilità sopravvenuta di una cattedra.
A tutt’oggi non ho ricevuto alcuna risposta ufficiale alla mia email da parte dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Milano; ho capito solo in modo informale che cosa non era corretto nella presentazione della domanda. La mancata risposta ufficiale alla mia richiesta risulta, a mio avviso, una violazione del principio di trasparenza e crea sfiducia nel corretto funzionamento dell’amministrazione scolastica.
L’assurdità della nuova assegnazione
In data 4 agosto 2025, con grande stupore, ho appreso che la cattedra, una COE (Cattedra Orario Esterna) con 16 ore interne e 2 esterne, presso la scuola di vecchia titolarità — la stessa che si era resa disponibile con l’esito della mobilità di Maggio — è stata assegnata un ad altro docente. Ora mi chiedo, con grande amarezza e perplessità:
ð È legittimo assegnare una COE a ruolo? Anche ignorando l’esistenza di un docente perdente posto con diritto di precedenza?
Questa decisione non solo esclude me, docente soprannumeraria, ma rischia di generare un nuovo perdente posto già a partire dal prossimo anno. Siamo al paradosso, non si è risolta una criticità e si sta per crearne un’altra, senza applicare alcun criterio di buon senso.
Il mio rammarico
Come ho scritto anche al Provveditorato:
“Qualunque mancanza sia stata commessa dalla scrivente nella presentazione della domanda di mobilità, è forte il rammarico che nessuno abbia avuto la cortesia, l’umanità e anche la professionalità di approfondire le mie intenzioni e le mie ragioni. Rimane solo la cocente verità che io, docente soprannumeraria perdente posto, non ho più la possibilità e il diritto di rivendicare il mio posto di lavoro e la mia continuità didattica. Inoltre, l’anno prossimo ci sarà una cattedra COE con un nuovo docente perdente posto con cui competere.”
Io credo che questa mia vicenda non si risolverà, ma ho l’esigenza di un confronto. Già quando ho capito, per vie ufficiose, che la mia mobilità era stata respinta, ho compreso che la speranza del rientro era svanita.
Ma il colpo più duro è arrivato quando ho scoperto che la cattedra che avrebbe potuto garantirmi un posto nel prossimo AS 26/27 è stata assegnata ad altri.
Ho lavorato 14 anni nel settore privato, prima di entrare nel mondo della scuola. E ciò che oggi vedo è solo cecità amministrativa, assenza di dialogo, scarsa umanità. Mi sembra assurdo che i docenti vengano trattati come numeri e non come persone.
Non scrivo solo per sfogarmi, ma per sollevare una questione di principio. Vorrei che la mia voce servisse a dare forza a chi si trova in situazioni simili e spingesse il sistema a interrogarsi, almeno un po’, sul suo operato e sulle dinamiche che vengono messe in atto e che sicuramente non valorizzano il personale scolastico.
DI seguito il testo completo inviato al Provveditorato.
Ringrazio anticipatamente per l’attenzione e resto a disposizione per eventuali chiarimenti o approfondimenti.
Cordiali saluti,
Prof.ssa Anna Binetti
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Alla cortese attenzione del
Dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Milano
La sottoscritta
Prof.ssa Anna Binetti, docente titolare nella classe di concorso A031, già in servizio presso l’Istituto di Istruzione Superiore Lagrange di Milano e dichiarata perdente posto per l’anno scolastico 2023/24, assegnata d’ufficio all’Istituto Carlo Porta, con la presente intende formalmente denunciare e sollecitare chiarimenti già ampiamente richiesti in data 23 maggio 2024, in merito alla pubblicazione degli esiti della mobilità, quando è stato riscontrato che la sottoscritta non è stata riassegnata alla sede di titolarità IIS Lagrange.
In particolare, si sottolinea che nessun riscontro ufficiale è mai pervenuto in merito al ricorso presentato, rimasto del tutto privo di risposta da parte dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Milano.
Tale mancata risposta rappresenta una grave violazione dei principi di trasparenza e correttezza amministrativa, tanto più in un ambito delicato e regolamentato quale quello della mobilità del personale docente soprannumerario.
In data odierna 4 Agosto, inoltre, si apprende con stupore che la cattedra resa disponibile durante la mobilità 25/26, è stata oggetto di nuova assegnazione.
Lo sgomento è maggiore, perché si tratta di una COE con 16 ore interne e 2 esterne, e risulta evidente come, alla luce delle attuali dinamiche di riduzione degli organici, tale assegnazione è destinata con ogni probabilità a generare un nuovo docente perdente posto già dal prossimo anno scolastico.
In pratica, invece di sanare una situazione esistente, si rischia di aggravarla, creando due casi di soprannumerarietà laddove ve ne era uno solo da sistemare.
Il trattamento riservato ai docenti dichiarati perdenti posto appare, incredibilmente, privo di considerazione per la dignità, l’anzianità di servizio e i diritti professionali acquisiti: i perdenti posto vengono trattati come elementi sacrificabili, manipolati, ignorati nella prassi e penalizzati con l’attuale gestione dell’organico, vanificando il principio di continuità e stabilità del corpo docente.
Con la presente, si richiede formalmente:
Un riscontro scritto, ufficiale e motivato in merito alla mancata riassegnazione della sottoscritta alla cattedra liberatasi con la mobilità presso il Lagrange.
La verifica della corretta applicazione delle precedenze previste dal CCNI e dalle norme vigenti in materia di mobilità.
La trasparente rendicontazione sulla normativa e le operazioni che hanno portato all’assegnazione della suddetta COE.
L’indicazione di quali azioni di autotutela o ricorso la sottoscritta possa legittimamente attivare per il pieno rispetto dei propri diritti.
Qualunque mancanza sia stata commessa dalla scrivente nella presentazione della domanda di mobilità, è forte il rammarico che nessuno abbia avuto la cortesia, l’umanità e anche la professionalità di approfondire le mie intenzioni e le mie ragioni; quindi rimane solo la cocente verità che io, docente sovrannumeraria perdente posto, non ho più la possibilità e il diritto di rivendicare il mio posto di lavoro e la mia continuità didattica ed inoltre, l’anno prossimo, ci sarà un nuovo docente perdente posto con cui competere.
Resto in attesa di un Vostro urgente e motivato riscontro, da far pervenire in un tempo ragionevole che si presuppone di massimo di 10 giorni dal ricevimento della presente.
Cordiali saluti
Anna Binetti
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