Supplenze record e formazione-spazzatura: la scuola pubblica precipita nella precarietà

La scuola pubblica italiana – scrive in un comunicato il CDSS – sta affrontando una crisi senza precedenti, caratterizzata da un uso massiccio di supplenze e da una formazione docente sempre più frammentata e inefficace. I dati relativi all’anno scolastico 2024/25 sono emblematici: a Milano, solo l’1,8% dei posti di sostegno è stato coperto da docenti di ruolo, mentre il restante 98,2% è stato affidato a supplenti. A Novara, la situazione non migliora, con il 96% delle cattedre occupate da personale precario.
Il problema affonda le radici in una politica scolastica che forma migliaia di docenti senza garantire loro stabilità lavorativa. L’introduzione di corsi da 30 CFU online, privi di tirocinio pratico, ha ulteriormente ridotto la qualità della preparazione. Parallelamente, il proliferare di micro-corsi e certificazioni a pagamento ha trasformato la formazione in un business, costringendo i docenti a investire continuamente per accumulare punteggi.
Questa precarietà strutturale non solo viola normative europee contro l’abuso dei contratti a termine, ma influisce negativamente sulla qualità dell’apprendimento degli studenti. È urgente un cambio di rotta: assunzioni stabili, formazione qualificata e stipendi dignitosi sono essenziali per restituire dignità al corpo docente e al sistema scolastico.
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