L’attimo fuggente e la misura della poesia
Quando la poesia incontra il piano cartesiano e l’arte rischia di finire in una formula: il professor Keating insegna a guardare oltre i numeri.
Questa mattina, Uno Mattina ha ricordato Robin Williams, attore poliedrico e amatissimo, scomparso l’11 agosto 2014, protagonista de L’attimo fuggente (1989), film che ha segnato intere generazioni di studenti e insegnanti.
Tra le scene più memorabili, quella in cui il professor John Keating contesta il metodo di analisi della poesia proposto da un manuale: rappresentare la perfezione e l’importanza su un piano cartesiano e calcolare l’area per stabilire il “valore” complessivo di un testo poetico.
Un esercizio in cui la geometria analitica è, nella logica del libro, strumento al servizio della letteratura per affinare il gusto estetico, comprendere la struttura e misurare la forza espressiva di un brano. Keating, invece, lo vede come un pericolo: la riduzione dell’arte a numeri e classifiche. E invita i ragazzi a “strappare la pagina”.
Una scena che, ancora oggi, ci interroga sul senso della valutazione: cosa può essere misurato e cosa, invece, appartiene alla sfera dell’esperienza, della libertà e della sensibilità personale?
Come misurare la grandezza di una poesia nel piano cartesiano La Clip