Caro-libri, non si dovrebbero spendere più di 341 euro all’anno: ecco perché (spesso) non avviene

Una di quelle rare volte in cui l’aumento dei prezzi è un bene. Dopo oltre dieci anni, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha deciso di aggiornare i tetti di spesa per i libri scolastici: un riferimento che, almeno sulla carta, dovrebbe proteggere i bilanci familiari dalla “scure” del caro-scuola. Ma cosa sono i tetti di spesa? Come spiegano dal portale Skuola.net, sono una indicazione di budget per i docenti che, quando decidono quali libri adottare, non devono superare un certo limite stabilito per ogni grado scolastico e indirizzo di studio: possono sforare massimo del 15%, ma solo giustificando e motivando l’eccezione.

Dato, però, che sulla carta i tetti di spesa sono stati fermi dal lontano 2012, come ha rilevato l’Antitrust nella sua indagine sul settore dell’editoria scolastica, “col passare del tempo i tetti sono diventati un riferimento formale obbligato, ma sempre meno effettivo, quanto

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