Gli aggettivi della prima classe a due uscite

Nel greco antico, gli aggettivi si classificano tradizionalmente in due classi, a seconda del modo in cui si declinano. La prima classe comprende aggettivi, come già accennato nell’articolo relativo alla classificazione degli aggettivi, che, per genere maschile e neutro, seguono la seconda declinazione, mentre per il genere femminile seguono la prima declinazione. Essi si suddividono in aggettivi a tre uscite, a due uscite e ad una singola uscita.

Gli aggettivi a due uscite, l’argomento che affronteremo all’interno di quest’articolo, sono una particolare sottocategoria:

  • Un’unica forma per maschile e femminile.
  • Una forma distinta per il neutro.

Questo significa che l’aggettivo non presenta una terminazione specifica per il femminile diversa dal maschile, ma li unisce in un’unica declinazione.

Definizione

Gli aggettivi a due uscite implicano che gli aggettivi maschili e femminili seguano la stessa declinazione, con terminazioni diverse per quelli neutri.

Caratteristiche principale

Negli aggettivi a due uscite di prima classe:

  • Maschile = Femminile → declinati come la forma maschile in -ος,
  • Neutro → declinato in -ον (seconda declinazione).

Questo fa sì che il paradigma sia più semplice rispetto agli aggettivi a tre uscite, perché manca la terminazione femminile in -η/-α.

Esempio di declinazione

Prendiamo l’aggettivo ἄξιος, ἄξιον (“degno”). Qui ἄξιος vale sia per maschile sia per femminile, ἄξιον è il neutro.

Numero Caso Maschile Neutro
Singolare Nominativo ἄξιος ἄξιον
Singolare Genitivo ἀξίου ἀξίου
Singolare Dativo ἀξί ἀξί
Singolare Accusativo ἄξιον ἄξιον
Singolare Vocativo ἄξιε ἄξιον
Duale Casi diretti ἀξίω ἀξίω
Duale Casi obliqui ἀξίοιν ἀξίοιν
Plurale Nominativo ἄξιοι ἄξια
Plurale Genitivo ἀξίων ἀξίων
Plurale Dativo ἀξίοις ἀξίοις
Plurale Accusativo ἀξίους ἄξια
Plurale Vocativo ἄξιοι ἄξια

Osservazioni

  • Come già esplicitato nello scorso articolo riservato agli aggettivi a tre uscite, ti ricordiamo come la lettura e la memorizzazione della declinazione degli aggettivi è preferibile per orizzontale anziché verticalmente;
  • Alcuni di questi aggettivi a due uscite presentano talvolta anche una forma distinta in per il femminile: per esempio, accanto ad ἀθάνατος, ἀθάνατον “immortale”, troviamo ἀθάνατος, ἀθάνατη , ἀθάνατον; accanto ἴδιος, ἴδιον “privato”, troviamo ἴδιος, ἴδια, ἴδιον. Il vocabolario, in ogni caso, registra puntualmente queste oscillazioni..

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Classificazione degli aggettivi

In linguistica, non solo in italiano, ma anche in greco, è frequente l’utilizzo degli aggettivi, parti integranti del discorso che servono a qualificarlo, specificarlo o determinarlo, aggiungendo informazioni che ne specificano l’identità.

Nell’italiano corrente gli aggettivi concordano con il soggetto a cui si riferiscono per genere e numero. Nella morfologia dell’antico greco, facendo parte di una lingua flessiva, predispone che l’aggettivo debba concordare con il soggetto corrispondente non solo in genere e numero, bensì anche nel caso.

Origine degli aggettivi

Gli aggettivi sono nati come risposta a una necessità comunicativa: non basta nominare un oggetto o una persona, spesso serve anche caratterizzarlo.Ad esempio:

Dire “uomo” (ἀνήρ) identifica solo una categoria generica.

Dire “uomo saggio” (ἀνήρ σοφός) aggiunge un’informazione qualificante che orienta l’ascoltatore.

Storicamente, gli aggettivi derivano in gran parte:

Da antichi participi verbali, usati in senso descrittivo (es. τρέχων = “corrente” → “che corre”).

Da composti nominali che in origine erano frasi ridotte (es. φιλόσοφος = “amico della sapienza”).

Da radici qualificative proprie, formate con suffissi specifici (-ος, -ής, -ύς, -ινός, ecc.).

Col tempo, queste forme si sono fissate come categoria autonoma, distinta dal verbo e dal nome, pur mantenendo stretti legami con entrambi:

Con il nome condividono la funzione di designare qualcosa.

Con il verbo condividono la possibilità di esprimere stati e proprietà.

Funzione nell’architettura linguistica greca

Nel greco antico, l’aggettivo svolge tre ruoli fondamentali:

Distintivo → differenzia tra più entità (es. ὁ μικρὸς ναός vs ὁ μέγας ναός).

Espressivo → carica emotivamente il discorso (epiteti omerici: πολύτροπος Ὀδυσσεύς).

Sostitutivo → quando sostantivato, diventa esso stesso nome (οἱ σοφοί = “i saggi”).

Classificazione degli aggettivi nell’antico greco

1. Classificazione secondo la funzione

Dal punto di vista funzionale, gli aggettivi del greco antico si suddividono principalmente in:

1.1 Aggettivi qualificativi (ἐπίθετα ποιητικά)

Funzione: esprimono una qualità o caratteristica del sostantivo.

Esempi:

καλός (kalós) = bello

σοφός (sophós) = saggio

Possono essere:

Attributivi → accompagnano direttamente il sostantivo: ὁ καλὸς ἀνήρ (“il bell’uomo”).

Predicativi → collegati al sostantivo tramite un verbo: ὁ ἀνὴρ καλός ἐστιν (“l’uomo è bello”).

1.2 Aggettivi determinativi (ἐπίθετα ὁριστικά)

Questa categoria include aggettivi che non indicano qualità intrinseche, ma limitano, precisano o determinano il sostantivo.Comprende sottocategorie come:

Dimostrativi → οὗτος (“questo”), ἐκεῖνος (“quello”)

Possessivi → ἐμός (“mio”), σός (“tuo”)

Interrogativi → τίς; (“chi?”), ποῖος; (“quale?”)

Indefiniti → τις (“qualcuno”), ἄλλος (“altro”)

Numerali:

Cardinali: εἷς (“uno”), δύο (“due”)

Ordinali: πρῶτος (“primo”), δεύτερος (“secondo”)

2. Classificazione secondo la formazione e la declinazione

Dal punto di vista morfologico, nel greco antico, gli aggettivi vengono suddivisi in due classi fondamentali:

2.1 Prima classe:

Comprende:

aggettivi a tre uscite: seguono al maschile e al neutro la seconda declinazione, al femminile la prima;

aggettivi a due uscite: presentano un’unica forma per il maschile e per il femminile, seguendo esclusivamente il modello della seconda declinazione;

aggettivi della declinazione attica;

aggettivi contratti a tre uscite;

aggettivi contratti a due uscite.

2.2 Seconda classe:

Comprende aggettivi maschili, femminili e neutri vincolati da tutte le possibili sfaccettature della terza declinazione, che analizzeremo insieme negli articoli successivi.

Aspetti sintattici rilevanti

Gli aggettivi possono avere tre posizioni tipiche rispetto all’articolo e al sostantivo:

Attributiva semplice:ὁ καλὸς ἀνήρ = l’uomo bello

Attributiva articolata:ὁ ἀνὴρ ὁ καλός = l’uomo bello (ma con enfasi)

Predicativa (senza articolo davanti all’aggettivo):ὁ ἀνὴρ καλός = l’uomo è bello

Caratteri generali dei sostantivi maschili della prima declinazione del greco antico

La prima declinazione del greco antico, che comprende sostantivi prevalentemente femminili, sebbene ammetta anche quelli maschili, si distingue per la sua varietà morfologica e la sua struttura fonetica, che ha subito diverse evoluzioni nel corso della storia della lingua greca.

In quest’articolo, dopo aver trattato i sostantivi della prima declinazione in alpha puro e impuro nei precedenti articoli, ci focalizzeremo esclusivamente sui caratteri generali dei sostantivi maschili, riportando la loro declinazione negli articoli a loro dedicati.

Potremo quindi osservare le peculiarità generali che li rendono riconoscibili e distinti dalle altre declinazioni, in particolare dalla seconda – che tratteremo successivamente – che comprende principalmente sostantivi maschili e neutri con terminazioni diverse.

Caratteristiche generali

I sostantivi maschili appartenenti alla prima declinazione, pur avendo tutti il tema in α lungo, presentano due modelli di flessione:

i sostantivi in α puro: escono in ας al nominativo singolare e conservano l’α in tutta la flessione. Ad esempio ὁ ταμίας, τοῦ ταμίου;

i sostantivi in α impuro: escono in ης al nominativo singolare e conservano l’η in tutta la flessione del singolare, per poi tornare in α nel resto della declinazione. Ad esempio: ὁ σατράπης, τοῦ σατράπου.

La declinazione dei sostantivi maschili si distingue da quella dei femminili in due casi:

il nominativo singolare è sigmatico, ossia che si forma aggiungendo una desinenza -ς al tema;

il genitivo singolare presenta la terminazione -ου: analogica a quella del genitivo singolare della seconda declinazione.

Inoltre, le leggi dell’accento, rispettano quelle che abbiamo riportato all’interno dell’articolo riservato ai caratteri generali della prima declinazione.

Osservazioni importanti

Alcuni termini non rispettano le indicazioni sopra riportate. In particolare il genitivo maschile che solitamente è perispomeno, è parossitono nei seguenti casi:

οι ετησίαι (“venti etsii”): ha come genitivo plurale των ετησίαι;

ο χλούνες (“cinghiale”): ha come genitivo plurale των χλούνων;

ο χρήστης (“usuraio”): ha come genitivo plurale των χρήστων

Derivazione storica

Un altro aspetto significativo della prima declinazione maschile è l’influenza di vari dialetti, come quello dorico e ionico, che modificano le forme di declinazione. Per esempio, i sostantivi che si concludono in -ης o -ας nel nominativo singolare si declinano in modo simile ma con piccole variazioni a livello di genitivo o accusativo. Inoltre, alcuni sostantivi maschili, come quelli derivati da nomi di agenti, presentano peculiarità fonetiche, come la presenza di una vocale lunga nella radice.

L’importanza di studiare i sostantivi maschili della prima declinazione risiede non solo nella comprensione della struttura grammaticale del greco antico, ma anche nella possibilità di riconoscere le sfumature di significato e di uso nei testi classici. Le forme declinate di questi sostantivi sono essenziali per la corretta traduzione e interpretazione delle opere degli autori antichi, come quelli di Omero, Platone e Aristotele, e per comprendere il contesto culturale e sociale in cui venivano utilizzati.

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