L’Ocse conferma: docenti italiani tra i meno pagati al mondo
Collettiva.it
Daniela Zero
Prima la Commissione europea e poi l’Ocse: arrivano da luoghi insospettabili due attacchi impliciti ma pesanti alle politiche italiane in materia di istruzione: dalla scuola all’università. Arrivano a certificare quello che purtroppo già sappiamo: bassi stipendi per gli insegnanti e scarsi investimenti nei settori della conoscenza. Ma andiamo con ordine.
Il report Investing in Education 2025 della Commissione europea evidenzia che l’Italia spende in istruzione molto meno degli altri paesi europei. La cruda realtà è certificata dai dati Eurostat 2023: la spesa nel nostro Paese è inferiore di oltre 2 punti rispetto alla media europea (7,3% contro 9,6%) in rapporto alla spesa pubblica totale; l’Italia spende meno di tutti i 27 Stati europei in rapporto alla spesa pubblica totale e infine, la spesa in rapporto al Pil è al 3,9% mentre la media Ue è del 4,7%.
Numeri come si diceva non nuovi ma che le politiche dell’attuale governo porteranno sicuramente a peggiorare ulteriormente. Del resto, è il commento della Flc Cgil, “la politica ideologicamente ostile alla scuola pubblica è evidente dai tagli operati al personale, ai fondi per il funzionamento, dalla chiusura di 750 istituti e dall’aumento del 50% dei finanziamenti alla scuola privata, passati da 551 milioni di euro nel 2021 a 750 milioni di euro per l’anno scolastico 2024/2025”. E non si arresterà qui, nota il sindacato: “Il duo Meloni-Valditara ha già promesso altri soldi per la scuola privata. Per la scuola pubblica, invece, non vi sono che tagli”.
Docenti italiani tra i meno