Il principio genetico
Antologia di belle pagine. Il principio genetico nell’insegnamento – da La scoperta matematica di George Pólya.
Tra le molte riflessioni didattiche di George Pólya, il “principio genetico” occupa un posto speciale.
L’autore ricorda spesso che insegnare è un’arte, non significa trasmettere fatti e teorie già confezionate, ma guidare lo studente a ripercorrere – in forma semplificata e selettiva – le tappe che hanno portato l’umanità alla loro scoperta.
L’allievo, così, non è spettatore passivo ma protagonista di una vera esperienza di ri-scoperta.
Un principio e un metodo d’insegnamento che equivalgono in definitiva a porsi nella situazione d’origine, mettersi nei panni dei progenitori e ripercorrerne passi e tentativi.
Le pagine che seguono, tratte dal volume I di La scoperta matematica, rappresentano una sintesi chiara e stimolante di questo principio, con richiami alla biologia, alle fasi dell’apprendimento e al valore insostituibile della lettura diretta dei grandi testi scientifici.
Il principio genetico.
Preparare il programma implica più che scegliere semplicemente i fatti e le teorie da insegnare; dobbiamo anche prevedere in quale ordine e con quali metodi si devono insegnare quei fatti e quelle teorie. A questo riguardo il “principio genetico” offre un importante suggerimento.
(1) Si può enunciare il principio genetico dell’insegnamento in parecchi modi: per esempio: insegnando un ramo della scienza (o una teoria o un concetto) dovremmo far sì che il bambino ripetesse le grandi tappe dell’evoluzione mentale della razza umana. Naturalmente, non dovremmo lasciar ripetere in tutti i particolari i mille ed uno errori del passato, ma soltanto le grandi tappe. Questo