Dialogo, inclusione, educazione interculturale: intervista a Gianna Fracassi
Gianna Fracassi è segretaria generale della FLC CGIL. In concomitanza con l’avvio dell’anno scolastico ripercorriamo con lei le ragioni per cui questa organizzazione sindacale è impegnata anche, e con una particolare attenzione, sul terreno dell’inclusione, del dialogo e dell’educazione interculturale.
Gianna, vorremmo iniziare con qualche considerazione in merito all’esito del referendum sulla cittadinanza. Che valutazione ne dai?
Innanzitutto mi preme ribadire che, complessivamente, l’esito referendario ha costituito una grande prova di democrazia, segnatamente sul terreno della partecipazione che oggi sembra vivere grandi difficoltà. Circa quattordici milioni di cittadini e cittadine si sono recati alle urne. Un risultato straordinario. È altresì necessario e doveroso guardare all’esito relativo al quesito sulla cittadinanza, dove si sono registrati circa un milione in più di voti contrari rispetto a quelli raccolti dagli altri quesiti. Un esito che ci interroga e ci deve far riflettere. Ritengo che a determinare tale esito abbiano concorso più cause.
Sicuramente un problema di informazione. Infatti è il quesito di cui si è parlato di meno. È risaputo che molti hanno votato convinti che si volesse rendere automatica e immediata l’acquisizione della cittadinanza per tutte le persone che arrivano in Italia e cose di questo genere. Il quesito invece si proponeva di dimezzare, da dieci anni a cinque, i tempi di residenza continuativa in Italia per poter chiedere (chiedere, non avere tout court) la cittadinanza italiana. Ma su questo deficit hanno avuto buon gioco pregiudizi, stereotipi, giudizi superficiali. In altri termini: il senso comune. E questo evidenzia